Caffè letterario nel bene confiscato alla camorra

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come i beni sottratti alle mafie possano essere restituiti alla collettività

A cura di Redazione
29 marzo 2026 22:00
Caffè letterario nel bene confiscato alla camorra -
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Un immobile un tempo legato alla criminalità organizzata si trasforma in uno spazio di cultura, inclusione e speranza. Accade a Villa Literno, dove il 30 marzo sarà inaugurato il Caffè Letterario Inclusivo “Smile”, realizzato all’interno di un bene confiscato riconducibile a Gaetano Tavoletta.

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come i beni sottratti alle mafie possano essere restituiti alla collettività, assumendo un ruolo attivo nello sviluppo sociale del territorio.

Un progetto tra legalità e inclusione

Il caffè letterario nasce grazie a un finanziamento della Regione Campania, che ha destinato circa 150mila euro per la riqualificazione dell’immobile, articolato su due livelli. I lavori sono stati curati dal Comune, mentre la gestione è stata affidata attraverso una procedura pubblica seguita da Agrorinasce.

A portare avanti le attività saranno le associazioni Se tu mi dai la mano e La Strada del Sorriso, realtà che coinvolgono oltre venti famiglie con bambini affetti da disabilità e disturbi dello spettro autistico.

L’obiettivo è ambizioso: creare un luogo aperto alla cittadinanza dove cultura, laboratori e momenti di aggregazione diventino strumenti per favorire inclusione, autonomia e partecipazione sociale.

Una giornata simbolica

Durante l’inaugurazione, i veri protagonisti saranno proprio i ragazzi coinvolti nel progetto, impegnati in un laboratorio creativo dedicato alla realizzazione di uova pasquali, che verranno poi offerte ai presenti. Un gesto semplice ma significativo, capace di raccontare il senso profondo dell’iniziativa.

All’evento prenderanno parte diverse autorità istituzionali, tra cui il sindaco Valerio Di Fraia, la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, il procuratore Domenico Airoma e il prefetto Lucia Volpe.

Un segnale forte per il territorio

Il valore del progetto va oltre la semplice apertura di uno spazio culturale. Come sottolineato da Maria Antonietta Troncone, si tratta di un’iniziativa che unisce il tema della legalità con quello dell’inclusione sociale, restituendo alla comunità un bene sottratto alla criminalità e trasformandolo in un luogo di partecipazione attiva.

Sulla stessa linea anche il sindaco Di Fraia, che ha evidenziato il forte significato simbolico dell’operazione: un immobile che rappresentava il potere della criminalità diventa oggi un presidio di cultura e solidarietà, affidato a realtà che lavorano ogni giorno per non lasciare indietro nessuno.

Un modello di riscatto

Il Caffè Letterario Inclusivo “Smile” si candida così a diventare un punto di riferimento per il territorio, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa generare opportunità concrete.

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