Alta moda contraffatta, scoperta la base logistica
Tra i prodotti sequestrati figurano capi e accessori riconducibili a note maison della moda internazionale
Un vero e proprio negozio clandestino dell’alta moda, con capi e accessori contraffatti curati nei minimi dettagli. È quanto scoperto dai carabinieri nel quartiere Pendino, a pochi passi da Corso Umberto I e Corso Garibaldi. Il valore della merce sequestrata sul mercato parallelo è stimato in circa 30mila euro.
Il controllo e la fuga del sospetto
Durante un servizio di pattugliamento a largo raggio, i militari della stazione Carabinieri Napoli Borgoloreto hanno notato in via Chioccarelli un uomo di origine magrebina mentre trasportava con difficoltà alcuni borsoni voluminosi.
Alla vista dei carabinieri, l’uomo ha abbandonato i sacchi tentando la fuga e cercando rifugio all’interno di uno stabile al civico 32. Ne è nata una breve colluttazione, al termine della quale il sospetto è riuscito a far perdere le proprie tracce.
La perquisizione e il sequestro
Il comportamento dell’uomo ha insospettito i militari, che hanno deciso di effettuare un controllo approfondito nello stabile. Durante le verifiche, un appartamento ha attirato l’attenzione degli investigatori.
Alla porta si è presentato un 33enne di origine marocchina, immediatamente fermato. La successiva perquisizione dell’abitazione ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di merce contraffatta: ben 486 articoli tra abbigliamento e accessori.
Marchi falsi ma perfettamente imitati
Tra i prodotti sequestrati figurano capi e accessori riconducibili a note maison della moda internazionale, tra cui Louis Vuitton, Lacoste, Dolce & Gabbana e Valentino.
Scarpe, borse, cinture, tute e altri articoli erano confezionati con packaging accurato, tale da rendere difficile distinguere i prodotti falsi da quelli originali.
La merce, custodita in scatoloni avvolti nel cellophane, sembrava appena arrivata, pronta per essere immessa sul mercato illegale.
Denuncia e indagini in corso
Il 33enne è stato denunciato per ricettazione. Gli investigatori ritengono che un quantitativo così elevato di merce non possa essere riconducibile a un’unica persona, motivo per cui sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali complici e ricostruire la filiera della contraffazione.
Un fenomeno diffuso nei vicoli della città
Il sequestro rappresenta solo una parte di un fenomeno più ampio che interessa diverse zone del centro di Napoli. Se immessi sul mercato come prodotti originali, gli articoli avrebbero potuto generare guadagni ben più elevati.
Le forze dell’ordine continuano a monitorare il territorio per contrastare un sistema illecito sempre più organizzato, che sfrutta la qualità delle imitazioni per ingannare i consumatori e alimentare il mercato nero.