Stellantis Pomigliano, licenziati 53 operai Trasnova

La procedura riguarda i lavoratori impiegati nella movimentazione delle auto negli stabilimenti automobilistici

A cura di Redazione
14 febbraio 2026 08:30
Stellantis Pomigliano, licenziati 53 operai Trasnova -
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La società Trasnova annuncia il licenziamento collettivo di 53 operai nello stabilimento di Pomigliano d'Arco a partire da aprile 2026. È scaduta infatti la proroga dell’accordo siglato a dicembre 2024 che aveva congelato le fuoriuscite. Torna così l’allarme esuberi nell’indotto della logistica legato al gruppo Stellantis.

Nel complesso, l’azienda ha comunicato 94 licenziamenti collettivi nelle sedi di Torino, Piedimonte San Germano, Pomigliano d’Arco e Melfi.

Licenziamenti Trasnova: 53 esuberi a Pomigliano

La procedura riguarda i lavoratori impiegati nella movimentazione delle auto negli stabilimenti automobilistici. A Pomigliano i licenziamenti erano stati avviati già nel periodo natalizio del 2024, ma erano stati sospesi dopo proteste e trattative sindacali.

L’intesa raggiunta a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aveva previsto una proroga di un anno, poi estesa ulteriormente fino ad aprile 2026. Con l’avvicinarsi della nuova scadenza, però, l’azienda ha confermato l’intenzione di procedere con i tagli.

Sciopero dei lavoratori e richiesta di intervento istituzionale

Oggi i lavoratori scenderanno in sciopero a partire dalle ore 16, affiancati dalle sigle metalmeccaniche. Tra queste la FIOM, che ha annunciato l’invio di una lettera al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per chiedere un intervento urgente volto a bloccare i licenziamenti.

Nei giorni scorsi gli operai avevano incontrato anche il vicepresidente regionale Fulvio Bonavitacola, ma al momento non sarebbero emersi spiragli concreti.

La comunicazione ai ministeri e alle Regioni

Con una lettera inviata ai ministeri competenti, alle organizzazioni sindacali e alle Regioni interessate, Trasnova ha formalizzato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. La decisione sarebbe legata alla scadenza del contratto con Stellantis prevista per il 30 aprile prossimo.

L’azienda ha inoltre dichiarato “l’impossibilità di ricorrere a strumenti sociali alternativi”, sostenendo che gli esuberi abbiano carattere strutturale e non temporaneo.

Indotto auto sotto pressione

La vicenda riaccende i riflettori sulla situazione dell’indotto automotive in Italia, già messo alla prova dalla riorganizzazione produttiva e dalle incertezze legate alla transizione industriale.

I sindacati chiedono un tavolo urgente al ministero per salvaguardare l’occupazione e individuare soluzioni alternative ai licenziamenti, mentre cresce la preoccupazione tra i lavoratori coinvolti.

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