Preso il picchiatore di donne: "Soggetto pericoloso"
Dopo la diffusione del video dell’aggressione, diverse donne avrebbero riconosciuto il giovane
Gli è stato notificato il fermo direttamente al Policlinico Umberto I, dove è tuttora ricoverato nel reparto di Psichiatria. Si tratta di Mohammed, 22enne tunisino, accusato di aver aggredito lo scorso 2 febbraio una donna di 44 anni nel quartiere San Lorenzo, fratturandole naso e zigomo con un pugno.
La misura precautelare è stata disposta ieri dal pubblico ministero, anche alla luce di ulteriori episodi emersi nelle ultime settimane. Dopo la diffusione del video dell’aggressione, diverse donne avrebbero riconosciuto il giovane, raccontando di essere state a loro volta vittime di violenze simili, sempre nella stessa zona.
Indagini e piantonamento in ospedale
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di San Lorenzo, che hanno monitorato la situazione sin dal ricovero del 22enne. I militari hanno presidiato l’esterno del Policlinico, mantenendo contatti costanti con la direzione sanitaria.
Con la notifica del fermo, il giovane resterà piantonato fino al trasferimento in carcere. Sarà poi il giudice per le indagini preliminari, in sede di convalida, a decidere se applicare una misura cautelare o disporne la liberazione.
Resta da chiarire anche l’eventuale destinazione del 22enne in caso di custodia. Tra le ipotesi, quella del trasferimento in una Rems, struttura destinata all’esecuzione delle misure di sicurezza per soggetti affetti da disturbi mentali. Al momento, però, si tratta solo di una possibilità: la decisione spetterà al gip.
Le reazioni nel quartiere
A San Lorenzo il clima resta teso. L’aggressione ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nel quartiere, tema da tempo al centro delle preoccupazioni dei residenti. C’è chi chiede il carcere e chi sottolinea la necessità di un percorso di cura per il giovane. Non manca chi teme possibili reazioni violente qualora dovesse tornare in libertà.
Preoccupazione espressa anche dalla vittima, Daniela, colpita sotto gli occhi del figlio di 10 anni. A distanza di dieci giorni, i segni dell’aggressione sono ancora evidenti. La donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico per la riduzione della frattura al setto nasale e la ricostruzione dello zigomo.
«Erano le 16.30, stavo portando mio figlio dall’oculista in bicicletta. In via dei Dalmati ho visto una figura scura e poi ho sentito il colpo. Ho iniziato a piangere e a gridare aiuto», ha raccontato. Oltre alle ferite fisiche, restano quelle psicologiche. «Vanno aiutate le persone che vivono in strada, per la loro e la nostra sicurezza», ha aggiunto, auspicando soluzioni strutturali per evitare che episodi simili possano ripetersi.