Il piccolo Tommaso primo della lista anche all'estero per un cuore nuovo

Dal 23 dicembre il bambino è collegato a un macchinario ECMO

A cura di Redazione
13 febbraio 2026 21:00
Il piccolo Tommaso primo della lista anche all'estero per un cuore nuovo -
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È stato inserito al primo posto nella lista d’attesa nazionale, per il suo gruppo sanguigno, il bambino di Napoli di 2 anni e 4 mesi al quale era stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato. La ricerca di un nuovo organo è stata estesa sia in Italia sia all’estero. La notizia è stata comunicata dal Ministero della Salute alla madre, Patrizia. Il piccolo è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Ospedale Monaldi e le sue condizioni vengono definite gravi ma stazionarie.

Sopravvive grazie all’ECMO

Dal 23 dicembre il bambino è collegato a un macchinario ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), dispositivo che garantisce la circolazione e l’ossigenazione del sangue in sostituzione temporanea del cuore. Il supporto è stato necessario subito dopo il trapianto di un organo compatibile prelevato a Bolzano ma rivelatosi non idoneo.

Il cuore, giunto a Napoli in aereo, sarebbe arrivato danneggiato. Il piccolo, affetto fin dai quattro mesi di vita da una grave cardiopatia dilatativa, non ha potuto beneficiare del trapianto.

Ispezioni e indagini

La vicenda ha spinto il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, a inviare ispettori sia presso l’ospedale di Bolzano, dove l’organo è stato espiantato, sia al Monaldi di Napoli, dove è stato impiantato.

Dopo la denuncia presentata l’11 gennaio dalla famiglia ai carabinieri, la Procura di Napoli ha avviato un’indagine. Nei giorni scorsi sei sanitari dell’ospedale partenopeo, appartenenti all’équipe che ha effettuato l’espianto e quella che ha eseguito il trapianto, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose.

Il caso è seguito dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, con il supporto del NAS di Napoli e di Trento. Gli investigatori hanno acquisito la documentazione clinica e sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo, che sarà sottoposto a perizia.

Il nodo del trasporto

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, il danneggiamento potrebbe essere legato alle modalità di conservazione durante il trasferimento. Al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature molto più basse (fino a -75 gradi), con il rischio di congelamento del cuore.

Si tratta di aspetti ora al centro delle verifiche tecniche disposte dall’autorità giudiziaria.

La richiesta di un secondo parere

La famiglia ha chiesto alla direzione sanitaria del Monaldi di rivolgersi all’ospedale Bambino Gesù per un secondo parere sulla trapiantabilità del bambino, ritenendo incrinato il rapporto di fiducia con la struttura napoletana.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha parlato di un fatto gravissimo, esprimendo vicinanza alla famiglia e chiedendo piena chiarezza e accertamento delle responsabilità.

Intanto la madre resta accanto al figlio, confidando in un nuovo cuore compatibile: «Ha assolutamente bisogno di un trapianto, spero in un miracolo», ha dichiarato.

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