Cuore "bruciato", sospesi tutti i trapianti

Sarà la Procura di Napoli a ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi

A cura di Redazione
11 febbraio 2026 20:00
Cuore "bruciato", sospesi tutti i trapianti -
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Stop a tutti i trapianti pediatrici all’ospedale Monaldi di Napoli fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sul caso del cuore destinato a un bambino di due anni e risultato inutilizzabile dopo il trasporto da Bolzano, probabilmente a causa di un’errata conservazione con il ghiaccio.

La decisione è stata assunta dall’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi insieme agli ospedali napoletani Cto e Cotugno. In una nota, l’azienda spiega che la sospensione del percorso di trapiantologia pediatrica comporta anche “l’esigenza di sospendere gli incarichi di responsabilità relativi alle diverse fasi in cui il processo trapiantologico si articola”.

In concreto, risultano sospesi – limitatamente all’attività dei trapianti pediatrici – due cardiochirurghi e la direttrice del Dipartimento di cardiochirurgia e dei trapianti del Monaldi. Un provvedimento che resterà in vigore fino a quando non saranno chiariti tutti gli aspetti della vicenda.

L’inchiesta della Procura

Sarà la Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo, a ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità. Gli inquirenti dovranno valutare i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato l’intera procedura, dal prelievo dell’organo al trasporto fino all’intervento chirurgico.

Le indagini, delegate ai Carabinieri, sono al momento a carico di ignoti. I reati ipotizzati sono omissione in atti d’ufficio e lesioni colpose.

Il trapianto del 23 dicembre

I fatti risalgono al 23 dicembre scorso. Quel giorno era programmato il trapianto di cuore per un bambino di due anni affetto da una grave malformazione cardiaca, ricoverato al Monaldi e tenuto in vita grazie all’Ecmo, una tecnica salvavita che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni.

Quando da Bolzano è arrivato il via libera all’espianto dell’organo da un altro bambino, vittima di un incidente, è partita la procedura di trasporto verso Napoli. Tuttavia, una volta giunto al Monaldi, il cuore sarebbe risultato “bruciato” e quindi non utilizzabile, probabilmente a causa delle modalità di conservazione durante il trasferimento.

Nei giorni scorsi l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha precisato che “la competenza e la responsabilità per il prelievo del cuore, la sua corretta conservazione durante il trasporto e la successiva operazione di trapianto ricadono sull’équipe del centro trapianti ricevente”.

Secondo un’ipotesi ancora al vaglio degli investigatori, il trapianto sarebbe stato comunque eseguito e solo dopo l’impianto l’équipe medica si sarebbe accorta delle condizioni di inutilizzabilità dell’organo. Circostanza che dovrà essere verificata dagli accertamenti tecnici.

L’esposto della famiglia

La famiglia del piccolo, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha presentato un esposto, chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto. Il caso ha sollevato forte attenzione e preoccupazione, non solo per le eventuali responsabilità individuali, ma anche per le ripercussioni sull’intero percorso di trapiantologia pediatrica del Monaldi, centro di riferimento per il Sud Italia.

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