Muore il proprietario e sparisce la sua supercar

dal valore stimato di circa 30 milioni di euro

A cura di Redazione
09 febbraio 2026 22:00
Muore il proprietario e sparisce la sua supercar -
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Un’auto da collezione dal valore stimato di circa 30 milioni di euro è scomparsa nel nulla. La famiglia del proprietario di una rarissima Alfa Romeo 33 Stradale, uno dei soli 18 esemplari prodotti al mondo, ha presentato una denuncia dettagliata alla Procura di Milano, facendo nomi e cognomi e lanciando un appello pubblico per ritrovare il veicolo.

«Chiunque avesse informazioni o avvistasse l’auto è pregato di contattare i nostri legali», scrivono gli eredi, indicando gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Napoli e Francesco Sacchetti di Milano.

Una custodia durata decenni e la cessione contestata

Secondo quanto riportato nella denuncia, la vettura apparteneva a un noto appassionato di auto da corsa e sarebbe rimasta per decenni custodita in un garage specializzato, gestito da una persona considerata un caro amico della famiglia.

Dopo la morte del proprietario, gli eredi raccontano di aver subito pressioni continue, telefonate insistenti e minacce di azioni legali milionarie, che li avrebbero spinti a firmare la cessione dell’auto in un clima di forte tensione. In particolare, la moglie del collezionista, già provata dal lutto e da seri problemi di salute, avrebbe vissuto una condizione di estrema vulnerabilità psicologica.

Il passaggio di proprietà e la scomparsa

Dopo la firma ritenuta dagli eredi illegittima, la supercar avrebbe cambiato rapidamente proprietario, finendo a una società creata ad hoc, nella quale comparirebbe anche uno dei legali coinvolti nella vicenda.

Poi il colpo di scena: l’Alfa Romeo 33 Stradale sarebbe stata radiata dai registri italiani ed esportata all’estero, con una denuncia di smarrimento delle targhe. Da quel momento, l’auto è di fatto scomparsa dai radar nazionali, rendendo difficile ogni tentativo di tracciamento.

Le ipotesi di reato

Nell’atto depositato in Procura, i legali della famiglia ipotizzano diversi reati, tra cui estorsione, falso e operazioni finalizzate a rendere il bene irrintracciabile. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di sottrarre definitivamente il veicolo ai legittimi proprietari, rendendo complessa ogni azione di recupero.

La Procura di Milano ha aperto un’indagine per fare luce sulla vicenda e ricostruire l’intera catena di passaggi che avrebbe portato alla scomparsa di una delle auto più rare e preziose della storia dell’automobilismo italiano.

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