"Bimba morta a Tufino, inascoltate le richieste del padre"

Il caso della piccola Alessandra ferita e denutrita

A cura di Redazione
03 febbraio 2026 18:00
"Bimba morta a Tufino, inascoltate le richieste del padre" -
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«Il 30 dicembre 2024, in qualità di legale del padre della minore, ho formalmente chiesto ai Servizi sociali del Comune di Tufino di chiarire se e quando fossero state effettuate visite domiciliari presso l’abitazione in cui la bambina era collocata, se fossero state redatte relazioni sul suo stato di salute e di benessere, se il Tribunale per i Minorenni fosse stato informato della collocazione effettiva e se fosse mai stata svolta una valutazione delle capacità di accudimento della coppia presso cui la minore viveva. A oggi, tali richieste sono rimaste senza risposta».

Lo afferma in una nota l’avvocato Pasqualino Miraglia, che assiste il padre di Alessandra, la bambina di 4 anni morta il 13 dicembre 2024 a Tufino, in provincia di Napoli, mentre si trovava in casa degli zii, oggi arrestati con l’accusa di omicidio aggravato.

Il legale ricorda che Alessandra «era formalmente affidata al padre in forza di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria» e che la collocazione della minore presso gli indagati «era nota ai Servizi sociali del Comune di Tufino già dall’agosto-settembre 2024». Non si trattava dunque, sottolinea Miraglia, «di una situazione ignota o sottratta al controllo istituzionale, ma di una condizione che rientrava pienamente nella cosiddetta rete di protezione».

L’avvocato respinge inoltre l’ipotesi di un abbandono da parte del padre: «Tale affermazione non trova riscontro negli atti e non può essere dedotta da una ricostruzione semplificata o emotiva dei fatti». Al contrario, evidenzia, «la situazione della minore era conosciuta dai Servizi sociali, che erano quindi tenuti, per funzione e mandato istituzionale, a svolgere le attività di controllo e vigilanza previste».

Infine, Miraglia ribadisce «piena fiducia nell’operato della magistratura», che – conclude – «saprà chiarire con rigore e completezza quanto accaduto alla piccola Alessandra e individuare le responsabilità, non solo in relazione agli eventi che hanno condotto al decesso, ma anche rispetto all’operato di chi era chiamato a vigilare e a intervenire per tempo».

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