Altro Bancomat distrutto, bottino da 300mila euro
l’azione sarebbe iniziata intorno alle 4 del mattino: un’auto è stata utilizzata come ariete
Un’azione pianificata nei dettagli, favorita dalla posizione strategica della filiale e dalla rapidità dell’esecuzione. È avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio l’assalto alla banca Unicredit di piazza Capomazza, nella zona alta di Pozzuoli, dove un gruppo di malviventi ha messo a segno un furto dal valore stimato di circa 300mila euro.
L’obiettivo era il bancomat. I ladri hanno scelto una sede bancaria affacciata su una rotonda, con spazio sufficiente per manovrare i veicoli e agire senza particolari ostacoli. Secondo le prime ricostruzioni, l’azione sarebbe iniziata intorno alle 4 del mattino: un’auto è stata utilizzata come ariete per sfondare la vetrata d’ingresso della filiale, aprendo un varco verso l’interno.
Una volta entrati, i responsabili avrebbero impiegato un mezzo meccanico, probabilmente un braccio idraulico, per divellere l’ATM dalla sua sede. Una tecnica nota come “spaccata”, sempre più diffusa, che punta non a forzare il bancomat sul posto ma a sradicarlo completamente per poi aprirlo in un secondo momento, lontano da occhi indiscreti. Il dispositivo è stato caricato su un altro veicolo e portato via in pochi minuti.
L’operazione, oltre al danno economico, ha provocato gravi danneggiamenti alla struttura della banca e all’edificio che la ospita, con potenziali rischi anche per le abitazioni sovrastanti. Nonostante il rumore e l’impatto dell’azione, nessuno avrebbe dato l’allarme in tempo utile per impedire la fuga.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, intervenuti per i rilievi e la messa in sicurezza dell’area. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della filiale e di altri impianti presenti nella zona, nel tentativo di ricostruire il percorso dei veicoli e identificare i responsabili. Non viene escluso un collegamento con altri furti analoghi avvenuti di recente tra Napoli e la provincia.
Il bottino è stato quantificato solo diverse ore dopo il colpo, una volta verificato il contenuto del bancomat. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli istituti di credito e sulla vulnerabilità delle filiali collocate in punti facilmente accessibili anche durante le ore notturne.