Al piccolo Tommaso serve un cuore nuovo entro 48 ore
L'appello dopo l'errore del cuore bruciato
“Serve un nuovo cuore entro 48 ore o sarà tutto inutile”. È l’appello lanciato dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Tommaso, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore finito al centro di una denuncia.
Secondo quanto riferito dal legale, dopo una grave emorragia il piccolo era stato temporaneamente escluso dalla lista dei riceventi. Superata la crisi, è stato nuovamente inserito, ma ora la priorità è trovare al più presto un nuovo organo compatibile.
L’angoscia della famiglia
Con il passare delle ore cresce la preoccupazione dei genitori. La madre, Patrizia, vive accanto al figlio in ospedale, autorizzata a restare sempre al suo fianco dalla direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino.
“Più ore trascorrono e sempre peggio mi sento – ha dichiarato – perché i medici mi hanno detto che le speranze diventano sempre di meno. E lo vedo anche dal viso di mio figlio”.
La donna è madre di altri due figli, una bambina di sei anni e un ragazzo di dodici. In queste ore la famiglia è sospesa tra la speranza di una nuova donazione e il timore che il tempo non sia sufficiente.
Il trapianto contestato
Il caso riguarda il trapianto eseguito nei giorni scorsi al Monaldi, struttura considerata un’eccellenza della cardiochirurgia nel Mezzogiorno. Proprio qui, nel 1988, il professor Maurizio Cotrufo effettuò il primo trapianto di cuore nel Centro-Sud.
L’organo destinato a Tommaso proveniva dal Nord Italia. Nella denuncia presentata dai genitori si ipotizza che il cuore possa essere stato conservato in maniera non corretta durante il trasporto, forse a causa di un uso eccessivo di ghiaccio che ne avrebbe compromesso alcune parti, rendendolo inadatto al trapianto. L’intervento sarebbe stato comunque eseguito perché il piccolo era già stato preparato per l’operazione.
Gli inquirenti stanno valutando l’intera procedura: dall’espianto e confezionamento dell’organo fino al trasporto e all’impianto, per verificare se siano stati rispettati tutti i protocolli previsti. Non si esclude il coinvolgimento di consulenti tecnici per analizzare la documentazione clinica e organizzativa.
Indagini e sospensioni
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo ipotizzando, al momento, i reati di lesioni colpose e omissione di atti d’ufficio. A breve potrebbero esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati.
Nel frattempo sono stati sospesi il primario di cardiochirurgia, un suo assistente e la direttrice della cardiochirurgia e dei trapianti. L’Azienda ospedaliera dei Colli ha precisato che le sospensioni sono legate esclusivamente alla temporanea interruzione del percorso di trapianto pediatrico e non hanno carattere disciplinare.
“Si tratta di provvedimenti necessari per esigenze organizzative connesse allo stop dei trapianti pediatrici – si legge in una nota –. Sarà l’autorità giudiziaria a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità”.
L’attesa decisiva
Mentre le indagini proseguono, la priorità resta una sola: trovare un nuovo cuore compatibile nel più breve tempo possibile. Le prossime 48 ore vengono considerate decisive. Per Tommaso e per la sua famiglia, ogni minuto che passa pesa come un macigno.