Agguato di camorra in strada, una vittima e un ferito grave

la vittima viaggiava a bordo di una Smart bianca insieme a un amico

A cura di Redazione
05 febbraio 2026 06:00
Agguato di camorra in strada, una vittima e un ferito grave -
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Un agguato armato in pieno centro ha sconvolto Arzano nella serata di ieri. Un commando di killer è entrato in azione poco dopo le 21.30, prendendo di mira Rosario Coppola, 52 anni, già noto alle forze dell’ordine, che ha perso la vita sotto una raffica di colpi di pistola. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, la vittima viaggiava a bordo di una Smart bianca insieme a un amico, il 25enne Antonio Persico, incensurato. L’auto è stata inseguita da un gruppo di sicari lungo via Sette Re, una delle arterie centrali del comune alle porte di Napoli, sotto gli occhi attoniti di automobilisti e passanti.

L’inseguimento si è trasformato in una corsa disperata. Coppola e il giovane passeggero avrebbero compreso di essere nel mirino e tentato una manovra per sfuggire agli aggressori, senza successo. I killer sono riusciti ad affiancare la vettura e a bloccarla, aprendo immediatamente il fuoco. Almeno cinque proiettili hanno colpito Coppola alla schiena, provocandone la morte sul colpo.

Antonio Persico è stato invece ferito a un braccio. Soccorso e trasportato all’ospedale di Giugliano, è stato dichiarato fuori pericolo dai medici.

La dinamica dell’agguato non lascia molti dubbi agli investigatori: l’azione era mirata e l’obiettivo era l’eliminazione di Rosario Coppola. Le modalità del raid richiamano schemi tipici della criminalità organizzata, anche se, al momento, non emergono collegamenti diretti della vittima con clan camorristici. Coppola, al momento dell’omicidio, indossava ancora gli abiti da lavoro: faceva l’imbianchino e svolgeva regolarmente la sua attività.

Indagini in corso e videosorveglianza al vaglio

Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Casoria, che mantengono aperte tutte le ipotesi investigative. Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, già acquisite dagli inquirenti, dalle quali si spera di ricostruire il percorso dei sicari e identificare il mezzo utilizzato per l’agguato.

Sono stati ascoltati anche alcuni testimoni che hanno assistito alle fasi dell’attacco armato. L’episodio riaccende l’attenzione su Arzano, territorio dove, nonostante i recenti colpi inferti ai clan dalla Direzione distrettuale antimafia, persistono tensioni legate al controllo delle attività illecite. Tuttavia, gli investigatori non escludono che il movente dell’omicidio possa essere riconducibile anche a contesti diversi dalla criminalità organizzata.

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