Troppa criminalità, tutti i sindaci dei Paesi Vesuviani convocati dal prefetto
Rafforzate zone rosse e controlli antimafia
Si è svolta questa mattina, nel Palazzo Mediceo di Ottaviano, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Napoli Michele di Bari, dedicata alla situazione della sicurezza nell’area vesuviana. All’incontro hanno partecipato sindaci e commissari straordinari dei Comuni interessati, insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine.
Presenti, tra gli altri, l’assessore alla Legalità e alla Polizia locale del Comune di Napoli Antonio De Iesu, il questore Maurizio Agricola, il comandante provinciale dei carabinieri Biagio Storniolo, quello della Guardia di Finanza Carmine Virno e la comandante della Polizia Metropolitana Lucia Rea.
Analisi della criminalità: dati in calo nella maggior parte dei Comuni
Nel corso della riunione è stata analizzata la situazione dell’ordine pubblico alla luce dei recenti episodi di criminalità registrati nel territorio vesuviano. Secondo i dati illustrati dal prefetto, la delittuosità risulta complessivamente in diminuzione in 14 Comuni, mentre si registra un lieve aumento nei restanti sei.
Nonostante il trend in parte positivo, l’attenzione delle forze dell’ordine resta elevata. Come sottolineato in una nota della Prefettura, l’obiettivo è prevenire e reprimere ogni forma di illegalità, garantendo maggiore sicurezza ai cittadini.
Zone rosse in sette Comuni: allontanamento dei soggetti pericolosi
In sette Comuni dell’area vesuviana – Castellammare di Stabia, Ottaviano, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio e Torre Annunziata – sono state adottate ordinanze prefettizie istitutive delle cosiddette “zone rosse”.
Si tratta di aree urbane nelle quali è possibile vietare la presenza di soggetti ritenuti pericolosi e con precedenti penali, disponendone l’allontanamento. «Uno strumento – spiega la Prefettura – che ha già prodotto risultati positivi nella prima fase di applicazione e che mira a tutelare la sicurezza urbana e la piena fruibilità degli spazi pubblici, soprattutto in contesti segnati da criminalità diffusa o degrado».
Lotta alle infiltrazioni mafiose: 65 interdittive antimafia in due anni
Ampio spazio è stato dedicato anche al contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. Negli ultimi due anni, il prefetto di Napoli ha adottato 65 provvedimenti interdittivi antimafia nei confronti di imprese con sede nei Comuni dell’area vesuviana.
I settori maggiormente interessati risultano essere:
onoranze funebri;
edilizia e costruzioni;
commercio di vario genere.
Un’attività che, secondo la Prefettura, ha consentito di contrastare efficacemente il riciclaggio di ingenti somme di denaro da parte delle consorterie criminali.
Videosorveglianza: oltre 1.500 dispositivi installati
Sul fronte della prevenzione, è stato inoltre ricordato l’importante investimento sulla videosorveglianza. Nell’intero comprensorio vesuviano sono stati installati 1.507 dispositivi tecnologici, tra telecamere e lettori di targhe, posizionati sia nei centri urbani che nelle zone periferiche più esposte a fenomeni criminali.
I progetti sono stati realizzati grazie a finanziamenti del Ministero dell’Interno, in particolare attraverso il Poc Legalità, oltre all’impiego di fondi comunali, della Città Metropolitana e della Regione Campania.
Prefetto: “Dialogo e collaborazione per una sicurezza partecipata”
Il prefetto Michele di Bari ha infine annunciato che proseguirà il programma di incontri sul territorio metropolitano, con l’obiettivo di confrontarsi con le amministrazioni locali e intercettare le esigenze delle diverse comunità.
«È fondamentale – ha evidenziato – rafforzare il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, realtà sociali e cittadini, per garantire una migliore vivibilità del territorio e operare nella prospettiva di una sicurezza partecipata e integrata».