Tatuaggio, obbligo del consenso informato sul melanoma

Ok del Senato al ddl con giornata nazionale e campagne nelle scuole

A cura di Redazione
27 gennaio 2026 23:00
Tatuaggio, obbligo del consenso informato sul melanoma -
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Un passo avanti sul fronte della prevenzione del melanoma, uno dei tumori della pelle più aggressivi e in costante aumento. Il Senato ha approvato il disegno di legge dedicato alla prevenzione di questa patologia, che ogni anno registra in Italia tra i 12 e i 15mila nuovi casi. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera e modificato in Commissione Sanità, torna ora a Montecitorio per l’approvazione definitiva.

Il testo introduce una serie di misure strutturate che puntano su informazione, diagnosi precoce e tutela della salute, con un’attenzione particolare ai soggetti più esposti ai fattori di rischio.

Nasce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma

Uno dei punti cardine del ddl è l’istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, che si celebrerà ogni anno il primo sabato di maggio, o il secondo nel caso in cui la data coincida con la festività del Primo Maggio.

L’obiettivo è chiaro: aumentare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione e favorire iniziative di diagnosi precoce, soprattutto per le categorie più a rischio. Una giornata simbolica, ma pensata come strumento per attivare campagne informative e sanitarie su tutto il territorio nazionale.

Tatuaggi: arriva l’obbligo di consenso informato

Tra le novità più rilevanti introdotte durante l’esame in Commissione Sanità c’è l’obbligo di consenso informato per chi decide di farsi un tatuaggio. La misura nasce dalla consapevolezza che i tatuaggi possono, in alcuni casi, ostacolare l’individuazione precoce del melanoma.

I tatuatori saranno tenuti a fornire ai clienti un’informativa scritta sui rischi per la salute legati all’esecuzione e alla rimozione dei tatuaggi, che dovrà essere firmata dall’interessato. Il documento andrà conservato dall’esercente e reso disponibile alle autorità di controllo. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della Salute definirà modalità, contenuti e tempi di conservazione attraverso specifici decreti e linee guida.

I rischi per la diagnosi precoce

I dermatologi avvertono da tempo: i nei non vanno mai tatuati e bisogna mantenere almeno un centimetro di distanza. Il problema maggiore riguarda l’uso dell’inchiostro nero, che può coprire completamente le lesioni cutanee, ma anche i colori più chiari possono alterarne l’aspetto e rendere difficile riconoscere mutazioni sospette.

Una diagnosi tardiva, sottolineano gli esperti, può essere estremamente pericolosa. Per questo dovrebbero evitare i tatuaggi soprattutto le persone con familiarità per il melanoma o con una storia di tumori cutanei.

Informazione, scuole e screening mirati

Il ddl prevede anche campagne di informazione coordinate dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Istruzione, con iniziative nelle scuole per diffondere buone pratiche di prevenzione primaria, come l’autoesame della pelle.

Regioni e aziende sanitarie, in collaborazione con medici di base, farmacie e servizi di telemedicina, potranno promuovere screening mirati rivolti alle categorie più esposte: persone con familiarità di primo grado per il melanoma, fototipo chiaro, età superiore ai 50 anni, lavoratori esposti al sole, residenti in zone marine ad alta radiazione UV o in territori soggetti a frequenti nevicate.

Ascierto: “Un buon inizio, ma serve continuità”

Il provvedimento viene accolto positivamente dagli specialisti. Per Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma dell’Istituto Pascale di Napoli, si tratta di “un buon inizio”, ma non sufficiente.

«La prevenzione del melanoma – sottolinea – non può limitarsi a una giornata simbolica: deve diventare una pratica continuativa e parte integrante delle politiche di sanità pubblica». Secondo l’esperto, uno screening esteso a tutta la popolazione non è sostenibile, ma è necessario e possibile per i gruppi ad alto rischio.

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