Senza vie di fuga e finestre, chiuso locale a Napoli
Gravi violazioni sulla sicurezza
Un bar situato nel quartiere Chiaia, nel centro di Napoli, è stato chiuso per 30 giorni su disposizione della Polizia di Stato. Il provvedimento di sospensione, firmato dal Questore di Napoli, è entrato in vigore il 10 gennaio ed è la conseguenza diretta dei controlli effettuati durante la Vigilia di Natale.
Il controllo della Vigilia: locale sovraffollato e senza misure di sicurezza
L’ispezione risale al 24 dicembre, una data particolarmente sensibile per la movida cittadina, quando molti locali organizzano eventi e serate musicali. In serata, gli agenti del Commissariato San Ferdinando hanno effettuato un controllo nel bar, situato nelle immediate vicinanze della zona dei cosiddetti baretti di Chiaia.
All’interno del locale era in corso una serata con musica ad alto volume, chiaramente udibile anche dall’esterno, ma priva delle necessarie autorizzazioni. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere una situazione di grave carenza sotto il profilo della sicurezza.
Spazi ridotti e assenza di vie di fuga
Il bar, con una superficie di circa 20 metri quadrati, risultava eccessivamente affollato, creando un potenziale pericolo per l’incolumità dei clienti. Gli agenti hanno rilevato l’assenza di vie di fuga, di prese d’aria e di finestre, oltre alla mancanza di estintori, elementi fondamentali in caso di emergenza.
Alla luce delle condizioni riscontrate e del concreto rischio per la sicurezza, l’attività di intrattenimento musicale è stata sospesa immediatamente al termine del controllo.
La decisione del Questore
Successivamente all’intervento, è stata trasmessa una segnalazione dettagliata al Questore di Napoli, che ha disposto la sospensione per 30 giorni dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, determinando di fatto la chiusura temporanea del bar.
Secondo quanto riportato in una nota ufficiale, il provvedimento è stato adottato per “scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini”, ribadendo l’importanza del rispetto delle norme, soprattutto nei luoghi di aggregazione.