"Non abbiamo la taglia 48, lei mangia troppo". E la cliente denuncia

Caso di body shaming in un negozio

A cura di Redazione
24 gennaio 2026 19:00
"Non abbiamo la taglia 48, lei mangia troppo". E la cliente denuncia -
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Un commento ritenuto offensivo e discriminatorio ha spinto una donna a rivolgersi a un avvocato per denunciare un presunto episodio di body shaming avvenuto durante una conversazione telefonica con un negozio di abbigliamento. La vicenda risale allo scorso 13 gennaio e riguarda la richiesta di informazioni su un cappotto visto online.

Dopo aver individuato sul web il capo di suo interesse, la cliente ha contattato telefonicamente il punto vendita per sapere se fosse disponibile la taglia 48. Alla risposta negativa dell’addetto, la donna avrebbe replicato chiedendo ulteriori chiarimenti, ricevendo però una frase che l’ha profondamente colpita: “Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra”.

La donna racconta di essersi sentita umiliata e discriminata, definendo l’episodio una vera e propria forma di body shaming. Per questo ha deciso di non restare in silenzio e di affidarsi agli avvocati Angelo e Sergio Pisani, con l’obiettivo di far valere le proprie ragioni.

“Tacere davanti a risposte di questo tipo significa diventare complici di una maleducazione sempre più diffusa, che a volte sfocia in episodi di questo genere”, ha dichiarato la donna all’ANSA, sottolineando come la sua denuncia non nasca dal desiderio di esporsi, ma da un profondo stato di sofferenza. “Il mio non è coraggio, ma dolore e lacrime”, ha aggiunto.

Attraverso i suoi legali, la cliente chiede innanzitutto le scuse ufficiali da parte della direzione del negozio e, successivamente, un risarcimento per i danni morali che ritiene di aver subito a seguito dell’accaduto.

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