Muore paziente, risarcimento da 600mila euro

Una gestione parziale avrebbe determinato un progressivo peggioramento delle condizioni generali

A cura di Redazione
15 gennaio 2026 08:30
Muore paziente, risarcimento da 600mila euro -
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Il Tribunale di Napoli ha condannato l’Asl Napoli 1 Centro al pagamento di un risarcimento di 600mila euro in favore della moglie e del figlio di un paziente morto durante il ricovero in un ospedale del capoluogo campano. I giudici hanno riconosciuto una grave errata gestione clinica, ritenendo che le condizioni di salute dell’uomo non siano state valutate in modo adeguato nel corso della degenza.

La famiglia del paziente è stata assistita dallo studio legale Associati Maior, che ha promosso l’azione giudiziaria dopo il decesso dell’uomo, ottenendo il riconoscimento delle responsabilità sanitarie.

Il ricovero e le criticità nella gestione clinica

La vicenda ha avuto origine con il ricovero del paziente presso il Pronto Soccorso di un ospedale di Napoli, in seguito a una caduta domestica che gli aveva causato una lesione ossea. L’uomo, tuttavia, era affetto da importanti patologie cardiache, da tempo stabilizzate ma comunque meritevoli di particolare attenzione clinica.

Secondo quanto accertato in sede giudiziaria, tali condizioni non sarebbero state adeguatamente considerate durante il ricovero. Il paziente è stato infatti trasferito in un reparto non idoneo, con un approccio sanitario focalizzato quasi esclusivamente sull’aspetto ortopedico, trascurando la complessità del quadro cardiologico.

Questa gestione parziale avrebbe determinato un progressivo peggioramento delle condizioni generali, fino al decesso dell’uomo.

La perizia del Tribunale e la condanna dell’Asl

Dopo la morte del paziente, i familiari si sono rivolti allo studio legale Associati Maior, rappresentato dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, con il supporto del medico legale Marcello Lorello.

Nel corso del procedimento civile, il Collegio dei Consulenti Tecnici d’Ufficio nominato dal Tribunale di Napoli ha confermato la ricostruzione fornita dalla difesa dei familiari, riconoscendo gravi responsabilità sanitarie legate all’errata valutazione e gestione clinica del paziente.

Nonostante l’esito sfavorevole della consulenza tecnica, l’Asl Napoli 1 Centro non ha inizialmente riconosciuto alcun indennizzo. Di conseguenza, il Tribunale ha emesso una sentenza di condanna, liquidando il risarcimento per:

danno da perdita del rapporto parentale;

danno catastrofale, legato alla sofferenza patita dal paziente prima del decesso.

Le parole dei legali: “Il paziente va valutato nella sua globalità”

«Questa sentenza riafferma un principio fondamentale: il paziente deve essere valutato nella sua globalità clinica e non limitatamente a singoli aspetti della patologia», hanno dichiarato gli avvocati dello studio Associati Maior. «La decisione restituisce giustizia alla famiglia e richiama le strutture sanitarie al rispetto dei doveri di cura, attenzione e vigilanza».

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