Investito, muore dopo 10 giorni di agonia

Un’altra vittima della strada

A cura di Redazione
06 gennaio 2026 23:00
Investito, muore dopo 10 giorni di agonia -
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Il cambio di calendario non cancella il peso delle tragedie avvenute nei giorni precedenti. Napoli apre il nuovo anno con una morte che affonda le sue radici negli ultimi giorni di dicembre, andando ad aggravare un bilancio già drammatico sul fronte della sicurezza stradale.

È morto Giuseppe Cafiero, 63 anni, napoletano, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto il 26 dicembre nel quartiere Fuorigrotta. L’uomo si è spento domenica, dopo dieci giorni di ricovero in condizioni critiche nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale del Mare. Nonostante il decesso sia avvenuto nel 2026, l’episodio viene conteggiato tra le vittime del 2025, anno in cui si è verificato l investimento.

Con la sua morte, sale a 22 il numero delle persone decedute sulle strade di Napoli nel 2025.

Il bilancio delle vittime sulle strade cittadine

I dati restituiscono un quadro allarmante: tra le 22 vittime dello scorso anno figurano

9 pedoni,

9 motociclisti,

2 ciclisti,

1 passeggero e

1 automobilista,

rimasti coinvolti in diversi incidenti mortali avvenuti in città.

Giuseppe Cafiero rientra tra i pedoni travolti, una delle categorie più esposte e vulnerabili.

L’incidente del 26 dicembre

L’incidente risale alle prime ore del mattino del 26 dicembre. Cafiero si stava recando al lavoro per iniziare il turno mattutino come guardia giurata. Dopo aver parcheggiato l’auto in piazzale Tecchio, si era fermato per un caffè prima di raggiungere la sede di servizio, in zona via Manzoni.

Mentre si trovava nei pressi del marciapiede, una violenta carambola tra veicoli in transito e auto in sosta lo ha travolto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una Volkswagen Polo, guidata da una 21enne napoletana e proveniente dal sottopasso Claudio, avrebbe perso il controllo andando a schiantarsi contro tre auto parcheggiate. Nell’impatto, il pedone è rimasto schiacciato tra le vetture, riportando traumi devastanti.

I soccorsi e il ricovero

Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, che hanno disposto il trasferimento urgente all’ospedale San Paolo. Vista la gravità delle condizioni, Cafiero è stato successivamente trasferito all’Ospedale del Mare.

Il quadro clinico è apparso da subito estremamente compromesso. Nonostante un intervento chirurgico d’urgenza tecnicamente riuscito, le gravi lesioni da schiacciamento, in particolare a livello toracico, non gli hanno lasciato scampo.

Indagini su velocità e sicurezza del sottopasso

Le indagini sono affidate alla polizia municipale di Napoli, che sta approfondendo soprattutto l’ipotesi dell’alta velocità come possibile causa della perdita di controllo del veicolo. Le prime analisi, supportate anche dalle immagini di videosorveglianza, indicherebbero una possibile violazione dei limiti consentiti.

Sul luogo dell’incidente hanno operato gli agenti dell’Unità Operativa Chiaia, sotto il coordinamento della Centrale operativa territoriale e del comando di polizia municipale. Sono stati effettuati accertamenti tossicologici sulla conducente e sequestrati tutti i veicoli coinvolti.

Chi era Giuseppe Cafiero

Giuseppe Cafiero non era solo una vittima della strada. Era conosciuto come guardia giurata, ma anche come musicista di talento, apprezzato soprattutto come batterista.

“Pino Cafiero è stato un grande musicista, ha suonato con band a livello nazionale ed era una persona perbene”, ha raccontato il fratello Ernesto, interpretando il dolore della famiglia.

Descritto come un uomo dedito al lavoro e alla famiglia, Cafiero aveva scelto di continuare a lavorare per garantire stabilità economica ai suoi cari. Lascia la moglie, due figlie e una ex moglie, con la quale aveva mantenuto nel tempo rapporti sereni.

“Chiediamo giustizia – ha concluso il fratello – perché un pedone che cammina vicino al marciapiede dovrebbe sentirsi al sicuro. Non si può morire così. Bisogna fermare questa violenza sulle strade”.

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