San Giuseppe Vesuviano, sgomberati 20 appartamenti
Negli ultimi mesi l’attività ispettiva è stata potenziata dall’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sepe
Dormitori di fortuna, appartamenti trasformati in alloggi senza rispettare i requisiti minimi di abitabilità, ambienti sovraffollati dove igiene e sicurezza diventano impossibili da garantire. È da questo scenario che prende forma l’azione del Comune per contrastare le irregolarità nel mercato degli affitti e tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione.
Nel territorio di San Giuseppe Vesuviano l’amministrazione ha avviato un piano straordinario di controlli contro il sovraffollamento abitativo e l’utilizzo improprio di immobili come abitazioni. L’obiettivo è ripristinare condizioni minime di legalità e sicurezza, arginando fenomeni di sfruttamento legati all’emergenza abitativa che colpiscono in particolare cittadini stranieri.
Stretta sugli affitti irregolari: i numeri dell’ultimo anno
Negli ultimi mesi l’attività ispettiva è stata potenziata dall’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sepe, in collaborazione con la polizia municipale diretta dal comandante Fabrizio Palladino e con il locale commissariato di pubblica sicurezza.
Da settembre 2024 a oggi sono stati sgomberati circa 20 immobili a seguito dei controlli effettuati sul territorio. In tutti i casi sono emerse criticità rilevanti: sovraffollamento, gravi carenze igienico-sanitarie e assenza dei requisiti minimi di salubrità e abitabilità. Le condizioni riscontrate hanno reso necessario dichiarare gli alloggi non idonei alla permanenza delle persone.
Il confronto con il passato evidenzia un cambio di passo significativo. Tra il 2012 e il 2022 erano stati sgomberati complessivamente sei appartamenti. Dall’autunno 2024, invece, il numero è salito rapidamente a venti immobili liberati.
Sanzioni e incremento dei controlli
Le verifiche hanno portato all’emissione di 106 sanzioni amministrative, contestate sia ai proprietari sia agli occupanti degli immobili. La maggioranza delle persone identificate risulta di origine bangladese e, in misura minore, pakistana.
Secondo i dati della polizia municipale, nell’ultimo anno e mezzo l’attività ispettiva ha registrato un incremento del 2.100% rispetto al decennio precedente. Anche le sanzioni sono aumentate in modo marcato, con una crescita del 1.300%. Numeri che testimoniano un’intensificazione strutturata dei controlli e non interventi sporadici.
Come si svolgono le operazioni
Durante ogni intervento vengono identificate tutte le persone presenti negli immobili. Se emergono irregolarità relative alla permanenza sul territorio nazionale, si procede con l’accompagnamento in questura per gli accertamenti previsti dalla normativa vigente.
I controlli non si limitano al conteggio degli occupanti. Le verifiche riguardano anche lo stato strutturale degli edifici, la presenza dei requisiti igienico-sanitari e la conformità degli spazi agli standard minimi di abitabilità. In diversi casi sono stati scoperti locali adibiti a dormitori improvvisati, ambienti sovraffollati e situazioni di forte degrado.
L’azione messa in campo punta a riportare trasparenza nel mercato degli affitti, garantire condizioni abitative dignitose e prevenire fenomeni di sfruttamento legati al bisogno di casa. Un intervento che, secondo l’amministrazione, rappresenta una svolta nella gestione del problema abitativo sul territorio.