Esclusiva del "Roma": pestata a sangue da Pisacane

La donna - le cui dichiarazioni sono tutte da verificare - sarebbe al centro degli spari contro il fratello dell'allenatore: "Non ho istigato nessuno"

A cura di Redazione
12 gennaio 2026 15:00
Esclusiva del "Roma": pestata a sangue da Pisacane -
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La vicenda legata al tentato omicidio di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, si arricchisce di nuovi sviluppi. Secondo quanto appreso in via esclusiva dal quotidiano Roma oggi in edicola, le indagini condotte dalla polizia napoletana evidenziano la presenza di almeno due complici dei pistoleri Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino, al momento non ancora identificati.

A complicare ulteriormente il quadro, emerge ora un nuovo elemento: la denuncia-querela presentata da Rita Bevivino, sorella di uno degli indagati, che ha raccontato di essere stata aggressa brutalmente dal titolare del bar “Pisadog”.

La denuncia choc di Rita Bevivino

Secondo il racconto della giovane, 21 anni, assistita dall’avvocato Luigi Senese, l’aggressione risale alla notte del 3 gennaio. Rita Bevivino ha dichiarato di essere stata colpita prima con una testata al volto e poi con un pugno, riportando ferite e copioso sanguinamento.

Nel verbale, la ragazza ha ricostruito la serata: «Ero con due amiche al Vomero, in piazza Vanvitelli, poi decidemmo di raggiungere i Quartieri Spagnoli. Ci siamo fermate al bar “Pisadog”». La serata, inizialmente tranquilla, si è trasformata rapidamente in un parapiglia: «Mentre chiacchieravo, ho visto la mia amica venire aggredita da una ragazza, presumo la cameriera del bar. Istintivamente le sferrai un calcio».

L’aggressione diretta di Pisacane

Dopo un breve chiarimento, secondo Rita Bevivino, la situazione sembrava rientrata. Ma poco dopo, Gianluca Pisacane si sarebbe avvicinato alla giovane e l’avrebbe aggredita: «Mi colpì con una testata al volto, all’altezza del sopracciglio, e poi con un pugno. Persi subito molto sangue».

La ventunenne ha spiegato inoltre che, per reagire a rabbia e spavento, chiamò suo fratello Vincenzo, raccontandogli l’aggressione. «Durante la telefonata insultavo Gianluca Pisacane, ma non ricordo di aver detto altro».

Versioni contrastanti e indagini in corso

La versione della ragazza diverge da alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, che la indicano come possibile istigatrice del raid armato. Poco dopo quella telefonata, il commando di pistoleri si sarebbe diretto in Vico Lungo Teatro Nuovo, picchiando Pisacane e ferendolo con due colpi d’arma da fuoco.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il quadro rimane complesso: tra complici non identificati, versioni contrastanti dei testimoni e l’elemento della denuncia della Bevivino, il tentato omicidio ai Quartieri Spagnoli si conferma un caso di cronaca intricata e ad alto rischio per la sicurezza del centro storico di Napoli.

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