Chiude la mensa ferroviaria di Piazza Garibaldi

A rischio anche i posti di lavoro

A cura di Redazione
16 gennaio 2026 23:00
Chiude la mensa ferroviaria di Piazza Garibaldi -
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Il 28 febbraio 2026 chiuderà la storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale, un servizio di riferimento per lavoratori, cittadini e studenti. La notizia è stata diffusa dai segretari generali dei sindacati dei trasporti: Angelo Lustro (Filt-Cgil), Massimo Aversa (Fit-Cisl) e Pierino Ferraiuolo (Uiltrasporti).

La comunicazione ufficiale è arrivata da Ferservizi, società del Gruppo FS che gestisce il servizio per conto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Secondo i sindacalisti, si tratta di «una decisione improvvisa e inaccettabile che mette a rischio 12 posti di lavoro e cancella un presidio sociale da anni al servizio della città».

Un servizio con valore sociale consolidato

La mensa, gestita dalla società Elior, non è solo un punto di ristoro per il personale ferroviario, ma rappresenta un vero e proprio servizio pubblico di prossimità.

«È un luogo di riferimento quotidiano per studenti, lavoratori, cittadini e turisti – spiegano Lustro, Aversa e Ferraiuolo –. Offre pasti caldi a prezzi accessibili, con qualità e accoglienza, con una funzione sociale consolidata da anni».

Al momento, non sono chiare le motivazioni della chiusura né quale sarà la futura destinazione dei locali.

Appello dei sindacati e tutela dei lavoratori

I sindacati lanciano un appello urgente a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali e regionali affinché vengano garantiti:

la continuità del servizio, eventualmente tramite nuovo affidamento o manifestazione di interesse pubblica;

la tutela dei 12 lavoratori coinvolti, salvaguardandone professionalità ed esperienza;

la valorizzazione della funzione sociale della mensa, evitando che venga abbandonata o trasformata senza confronto.

«Non possiamo accettare – concludono Lustro, Aversa e Ferraiuolo – la chiusura di un presidio di lavoro e dignità senza trasparenza né tutele. Il lavoro e i bisogni delle persone vengono prima di ogni logica economica. Siamo pronti a mobilitarci per difendere diritti, occupazione e servizi per la comunità».

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