Antonella sospende le terapie contro il cancro e fa nascere il figlio: ha vinto lei

Antonella però non si è arresa e ha cercato un secondo parere

A cura di Redazione
31 gennaio 2026 14:30
Antonella sospende le terapie contro il cancro e fa nascere il figlio: ha vinto lei -
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Una diagnosi che sembrava porre fine a un sogno: per Antonella Bonomo, allora 33enne, la scoperta di un tumore al seno aggressivo ha significato dover affrontare non solo la malattia, ma anche la paura di non poter diventare madre. «Sembrava che il mondo mi crollasse addosso. Piangevo più per il bambino che temevo di non poter avere che per la malattia stessa», racconta. Dopo l’intervento chirurgico, il colpo più duro è arrivato dal medico: una gravidanza sembrava impossibile.

Antonella però non si è arresa e ha cercato un secondo parere. Tra i medici consultati, ha incontrato il dottor Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia e Toraco-polmonare dell’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli. Qui la diagnosi si accompagna a un approccio nuovo, attento non solo alla malattia, ma alla persona e ai suoi desideri. «Non si cura solo una malattia – spiega De Laurentiis – ma una persona, con i suoi sogni e i suoi progetti».

Grazie a un percorso personalizzato, la terapia ormonale di Antonella viene sospesa dopo tre anni dall’intervento, anziché i cinque previsti dai protocolli standard, consentendo al corpo di tentare una gravidanza sotto stretto controllo medico. Dopo un anno e mezzo, arriva la gioia: Antonella è incinta. A 40 anni dà alla luce Diego, e subito dopo riprende la terapia per completare il ciclo previsto.

Oggi, a 43 anni, Antonella è libera dalla malattia e senza terapia da oltre un anno. Descrive il figlio come «il miracolo più grande della mia vita» e rivela: «Una diagnosi di tumore non rende impossibile il sogno della maternità. Quando mi sono operata, mi era stato detto il contrario, ma oggi sono la prova che si può fare».

La sua storia riaccende il dibattito sulla tutela della fertilità nelle giovani pazienti oncologiche e sull’importanza di percorsi di cura sempre più personalizzati. «Negli ultimi anni – spiega De Laurentiis – la ricerca sul tumore al seno ha compiuto passi da gigante: terapie mirate, immunoterapia, test genomici e protocolli più personalizzati stanno aumentando le percentuali di sopravvivenza e riducendo gli effetti collaterali. La storia di Antonella dimostra come oggi sia possibile integrare le cure oncologiche con i progetti di vita».

Studi recenti, come il Positive Trial, hanno confermato che, in pazienti selezionate con tumore al seno ormonoresponsivo, una sospensione temporanea della terapia endocrina per tentare una gravidanza non comporta un aumento significativo del rischio di recidiva nel breve periodo. È proprio questa strategia che ha permesso ad Antonella di realizzare il sogno della maternità senza compromettere la propria salute.

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