Acqua bollente addosso, muore bimbo di 10 mesi

Le sue condizioni erano apparse fin da subito estremamente critiche

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 14:00
Acqua bollente addosso, muore bimbo di 10 mesi -
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Non ce l’ha fatta il bambino di dieci mesi rimasto gravemente ustionato lo scorso novembre nella sua abitazione di Monacizzo, frazione di Torricella, nel Tarantino. Il piccolo è morto al Policlinico di Bari, dove era ricoverato da 53 giorni nel reparto di rianimazione del Centro grandi ustionati.

Le sue condizioni erano apparse fin da subito estremamente critiche. Dopo un primo intervento all’ospedale di Manduria, il neonato era stato trasferito d’urgenza a Bari a causa delle ustioni di secondo e terzo grado riportate su gran parte del corpo. Nonostante le cure intensive e settimane di coma, i medici non hanno potuto salvargli la vita.

Tensione in ospedale dopo la comunicazione del decesso

Dopo la notizia della morte del bambino, all’interno del reparto si sarebbero verificati momenti di forte tensione, tali da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine. L’episodio sarebbe avvenuto nelle ore successive al decesso e avrebbe coinvolto familiari e personale sanitario.

L’incidente domestico: acqua bollente dal bollitore

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’incidente si sarebbe verificato in pochi istanti. Il bambino si trovava nel girello quando dell’acqua bollente, fuoriuscita da un bollitore elettrico, gli sarebbe finita addosso, provocandogli ustioni gravissime.

La dinamica è ora al centro delle indagini, volte a chiarire con precisione quanto accaduto all’interno dell’abitazione.

Sequestrata la salma, possibile autopsia

Dopo il decesso, la Procura della Repubblica del Tarantino ha disposto il sequestro della salma, trasferita all’obitorio del Policlinico di Bari. Il pubblico ministero Salvatore Colella dovrà valutare se disporre l’autopsia, ritenuta un accertamento fondamentale per stabilire le cause esatte della morte e verificare eventuali responsabilità.

Madre indagata come atto dovuto

La madre del bambino risulta indagata come atto dovuto. Al momento l’ipotesi di reato è quella di lesioni personali colpose gravi, che potrebbe essere riqualificata alla luce dell’evoluzione dell’inchiesta. La donna era l’unica persona presente in casa al momento dell’incidente.

Le indagini sono affidate al commissariato di Manduria, che sta raccogliendo testimonianze e svolgendo tutti gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

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