Sgominata banda di 11 persone che truffava gli anziani con l'intelligenza artificiale - I NOMI
Un’operazione della Polizia di Padova ha portato all’esecuzione di undici misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una serie di truffe ai danni di anziani nel Nord Italia. Al centro dell’inchies...
Un’operazione della Polizia di Padova ha portato all’esecuzione di undici misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una serie di truffe ai danni di anziani nel Nord Italia. Al centro dell’inchiesta emerge anche il sospetto che i truffatori avessero utilizzato sistemi di intelligenza artificiale per riprodurre le voci dei familiari delle vittime e rendere più credibile il raggiro.
Il presunto regista dell’organizzazione
Secondo gli inquirenti, a coordinare il gruppo sarebbe stato Cristiano Giuliano, 32 anni, figura emergente del clan omonimo e nipote di secondo grado dello storico boss pentito Luigi Giuliano, detto Lovegino. Il provvedimento restrittivo gli è notificato in carcere, dov’è già detenuto per un’altra vicenda.
Con lui è stata arrestata Nadia Esposito, 22 anni, di Pomigliano d’Arco. Altri nove indagati – uomini e donne – sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria: Giovanni Esposito, Sandra Szczepaniak, Pasquale Froechlich, Luigi Iossa, Emilio Effuso, Salvatore Russo, Filomena Minopoli, Melania Zizolfi e Karima De Lorenzo. Restano indagati a piede libero Arianna Muré, Roberta Buonfiglio, Pasquale De Rosa e Salvatore Ausiello. Tutti sono da considerare innocenti fino a eventuali condanne definitive.
La tecnica del finto maresciallo e dell’avvocato
Secondo la ricostruzione investigativa, l’associazione per delinquere era finalizzata alle truffe – in alcuni casi sfociate in estorsioni – condotte con le ormai note tecniche del falso militare o dell’avvocato che chiede denaro con urgenza.
Dal quartiere di Forcella, a Napoli, Giuliano avrebbe coordinato le telefonate alle vittime, mentre in Veneto una squadra di “trasfertisti” era pronta a recuperare contanti, gioielli e preziosi nelle abitazioni degli anziani.
L’uomo, figlio di Ciro detto ’o Barone, è già noto alle forze dell’ordine per associazione mafiosa, reati contro il patrimonio, stupefacenti e tentato omicidio.
15 casi ricostruiti e refurtiva restituita
L’indagine della squadra mobile di Padova, coordinata dalla Procura, ha ricostruito 15 episodi di truffa avvenuti tra Padova, Venezia, Como, Bolzano, Teramo, Verona, Trento, Cuneo, Modena e Ascoli Piceno. Sono recuperati e restituiti alle vittime beni per oltre 400.000 euro tra denaro e preziosi.
In almeno due episodi, alcuni anziani hanno riferito di aver riconosciuto al telefono la voce di un familiare, circostanza che ha fatto ipotizzare l’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale per imitare timbro e inflessione vocale.
Un fenomeno in crescita
Solo nella provincia di Padova, nel 2025, sono denunciate 671 truffe ai danni di anziani, per un illecito stimato in circa 5 milioni di euro.
Il questore Marco Odorisio sottolinea come le vittime più anziane siano particolarmente esposte: «Queste organizzazioni sfruttano anche le nuove tecnologie per generare stati di ansia e confusione, rendendo i raggiri sempre più sofisticati».