Foto della Salis arrestata con l'IA, querelato il consigliere regionale Nappi

Ilaria Salis ha annunciato di aver presentato querela contro Severino Nappi, capogruppo della Lega nel consiglio regionale della Campania. Al centro della vicenda, un’immagine generata con l’intellige...

A cura di Luca Vitale
03 giugno 2025 12:00
Foto della Salis arrestata con l'IA, querelato il consigliere regionale Nappi -
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Ilaria Salis ha annunciato di aver presentato querela contro Severino Nappi, capogruppo della Lega nel consiglio regionale della Campania. Al centro della vicenda, un’immagine generata con l’intelligenza artificiale – e non una fotografia reale – che ritrae l’europarlamentare tra due agenti di polizia, in quello che appare come un arresto simulato.

Il contesto del post e la ricostruzione dei fatti
L’immagine è stata condivisa da Nappi in un post pubblicato su Facebook, nel quale la figura di Salis è usata per commentare l'approvazione del decreto sicurezza. Sul visual, realizzato con tecniche di intelligenza artificiale generativa, si legge: "Sgomberi più rapidi per chi occupa le case. Pd e compagni insorgono". Il tutto sotto la testata di Libero e il titolo: "Un decreto per fermare i casi Ilaria Salis". A corredo del post, Nappi ha aggiunto: "Basta casi Ilaria Salis. La casa è sacra e non si tocca".

Il contenuto è apparso fuorviante non solo per la forma grafica simile a quella di una testata giornalistica, ma soprattutto per l’immagine deepfake utilizzata, che lascia intendere un arresto mai avvenuto.

La reazione e le motivazioni della querela
Attraverso il proprio profilo Instagram, Salis ha replicato duramente e ha annunciato l’avvio delle vie legali. Riportando direttamente il contenuto contestato, l’attivista milanese ha dichiarato:

“L’uso di deepfake – immagini di persone reali manipolate con l’intelligenza artificiale per rappresentarle, a piacimento dell’autore della manipolazione, in determinati contesti o situazioni – è un attacco grave e sleale alla verità e alla dignità dell’individuo.”

Ha poi proseguito:

“È inaccettabile che strumenti così pericolosi vengano usati per screditare un avversario politico, o chiunque altro. Come spesso accade, l’estrema destra – priva di contenuti e argomenti reali – eccelle nell’arte della diffamazione, sperimentando senza scrupoli le nuove frontiere digitali della menzogna e della manipolazione.”

Infine, Salis ha comunicato che eventuali risarcimenti saranno interamente devoluti ai movimenti per il diritto all’abitare, sottolineando l’impegno politico alla base della sua denuncia pubblica.

Il nodo legale e politico dell’uso dei deepfake
Il caso solleva interrogativi rilevanti sul rapido utilizzo dell’intelligenza artificiale nel dibattito pubblico e politico, soprattutto in relazione al potenziale diffamatorio delle immagini manipolate. In un contesto segnato da un'escalation di contenuti artefatti e fake news, la vicenda rilancia il dibattito sull'urgenza di strumenti normativi più chiari e vincolanti per l’uso corretto di queste tecnologie.

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