Finti corrieri truffavano aziende tessili: 5 arresti, uno a San Giuseppe Vesuviano

Azione coordinata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Verbania, in collaborazione con le forze dell'ordine territoriali, che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di misure cautelari emess...

10 agosto 2023 12:00
Finti corrieri truffavano aziende tessili: 5 arresti, uno a San Giuseppe Vesuviano -
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Azione coordinata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Verbania, in collaborazione con le forze dell'ordine territoriali, che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verbania. Sette individui sono colpiti da tale provvedimento, cinque dei quali sono arrestati e posti in carcere, mentre gli altri due sono sottoposti agli arresti domiciliari. L'accusa riguarda un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in danno di aziende operanti nel settore tessile. Una persona è arrestata ad Arluno (Milano), gli altri sei sono rintracciati in provincia di Napoli, di cui cinque nel capoluogo e uno a San Giuseppe Vesuviano.

L'indagine ha avuto origine da due episodi di furto verificatisi nei mesi di luglio e agosto 2022 nei confronti di due aziende produttrici di capi di abbigliamento di alta moda nella provincia di Verbania. L'operazione investigativa ha permesso di attribuire al gruppo criminale ben 18 furti aggravati, di cui uno tentato. Questi furti sono commessi ai danni di diverse attività produttive nel nord Italia, attraverso una tecnica ingegnosa conosciuta come "falsi corrieri".

La strategia del gruppo criminale è articolata in due fasi: la prima consisteva in un contatto telefonico preliminare, dove il capo del gruppo o "telefonista" contattava le aziende fingendo di essere un corriere incaricato di ritirare la merce dai loro magazzini. Questo contatto fraudolento era organizzato in modo da coincidere con le consegne in programma delle aziende "vittime". Il telefonista effettuava numerosissime chiamate durante la giornata, individuando aziende che avevano una pronta consegna programmata.

Una volta individuate le aziende target, la seconda fase dell'operazione iniziava. Falsi corrieri, coordinati dal telefonista, si presentavano presso i magazzini delle aziende indossando divise simili a quelle di note società di logistica. Approfittando dell'ingenuità degli addetti, riuscivano a ritirare la merce, che includeva abbigliamento, occhiali e oggettistica, destinata alla consegna. Gli automezzi utilizzati erano noleggiati e avevano le targhe modificate per non destare sospetti.

L'investigazione, protrattasi per diversi mesi, ha permesso di identificare l'intera struttura del gruppo criminale. Esso era diviso in diverse figure: il telefonista, operante a Napoli, che contattava le aziende; le batterie di falsi corrieri, dislocate in diverse aree del nord Italia e guidate dal telefonista; e infine, gli addetti al deposito e al trasporto della refurtiva a Napoli, dove la merce veniva stoccata temporaneamente.

L'operazione ha portato al recupero e alla restituzione della merce trafugata, per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Gli arrestati includono il capo dell'organizzazione, individui coinvolti nelle batterie di falsi corrieri e un dipendente di una società di trasporti che facilitava il trasferimento della merce rubata.

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