LATITANTI

Sono 73 i condannati irreperibili arrestati nel 2026: si parte dal Vesuvio

Tra le posizioni individuate, almeno 12 sono legate al traffico di sostanze stupefacenti

A cura di Redazione
07 novembre 2026 13:30
Sono 73 i condannati irreperibili arrestati nel 2026: si parte dal Vesuvio -
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Settantatré persone condannate e diventate irreperibili sono state rintracciate e arrestate dall'inizio del 2026 grazie all'attività congiunta della Procura Generale e del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. Un'operazione investigativa su vasta scala che ha portato i militari a seguire le tracce dei ricercati non soltanto in Campania e nel resto d'Italia, ma anche oltre i confini nazionali, fino a individuare alcuni fuggitivi in Europa e in Nord Africa.Il bilancio racconta di 59 arresti eseguiti sul territorio italiano e di altri 14 portati a termine all'estero, in nove diversi Paesi. Numeri che testimoniano la dimensione internazionale delle attività di ricerca e il lavoro di coordinamento tra le autorità italiane e gli organismi di cooperazione investigativa stranieri.Un ruolo centrale è stato svolto dalla Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli, che ha condotto direttamente 22 delle operazioni concluse con successo. I militari specializzati nella ricerca dei latitanti hanno ricostruito spostamenti, relazioni e possibili nascondigli dei ricercati, arrivando in diversi casi a individuarli fuori dall'Italia.Le altre 51 catture sono invece il risultato dell'attività quotidiana delle Compagnie, delle Tenenze e delle Stazioni dei Carabinieri distribuite sul territorio della provincia di Napoli, impegnate nel controllo e nella ricerca di persone destinatarie di provvedimenti definitivi.Droga, criminalità organizzata e terrorismo: i reati delle persone arrestateLe condanne che hanno portato all'arresto dei 73 ricercati riguardano un ventaglio particolarmente ampio di reati. Tra le posizioni individuate, almeno 12 sono legate al traffico di sostanze stupefacenti. A queste si aggiungono condanne per associazione di tipo mafioso, violenza sessuale, tentato omicidio, rapina, riciclaggio e sfruttamento della prostituzione.Particolarmente pesanti alcune delle pene che dovranno essere scontate: in diversi casi le condanne raggiungono i 13 anni di reclusione. Si tratta di persone che, dopo aver ricevuto sentenze definitive o provvedimenti esecutivi, avevano fatto perdere le proprie tracce, cercando di sottrarsi all'esecuzione della pena.Dall'Olanda alla Polonia: le catture oltre confineTra le operazioni più significative figura quella conclusa nei Paesi Bassi, dove dopo tre anni di latitanza è stata individuata Mihaela Veronica Babite. La donna è coinvolta in un'organizzazione criminale dedita all'importazione di sostanze stupefacenti dall'Olanda verso le piazze di spaccio di Torre Annunziata. Per lei è prevista una pena di dieci anni di reclusione.Un'altra cattura importante è stata portata a termine a Cracovia, in Polonia. Qui i militari hanno rintracciato Rafal Pischinger, ricercato dal 2020 e considerato un corriere di un'organizzazione criminale specializzata nell'importazione di ingenti quantitativi di eroina dalla Turchia.A Palma di Maiorca, in Spagna, è stato invece arrestato Antonio D'Aniello, ricercato dal 2023. L'uomo dovrà scontare una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione per ricettazione e riciclaggio.Fermato in Algeria un uomo condannato per terrorismoTra gli interventi di maggiore rilievo figura anche un'operazione condotta in Algeria, dove, grazie alla collaborazione della II Divisione Interpol, è stato individuato e fermato un uomo di 63 anni.Nei suoi confronti pendeva una condanna a cinque anni di reclusione per la partecipazione a un'associazione con finalità di terrorismo ed eversione. Un risultato investigativo che evidenzia l'importanza della cooperazione internazionale nella ricerca di soggetti che, anche dopo una condanna, tentano di trovare rifugio lontano dall'Italia.Arresti anche nell'area napoletana: catturato il presunto vertice del clan FeroneL'attività dei Carabinieri ha interessato anche il territorio provinciale, dove una delle operazioni più rilevanti è stata portata a termine a Casavatore.Qui è stato arrestato Salvatore Ferone, 35 anni, ritenuto al vertice dell'omonimo clan. L'uomo era destinatario di una condanna definitiva a dieci anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti.Il bilancio complessivo delle 73 catture restituisce la portata del lavoro svolto dalla Procura Generale e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Un'attività che ha richiesto indagini, pedinamenti, verifiche e collegamenti investigativi anche con le autorità straniere, consentendo di rintracciare persone che avevano cercato di sottrarsi alla giustizia in Italia e all'estero.

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