Rapina con mannaia, due arresti
Le accuse, a vario titolo e in concorso, sono di rapina aggravata, estorsione e tentata estorsione
I Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati, accusati a vario titolo di rapina aggravata, estorsione e tentata estorsione. Le indagini riguardano diversi episodi di violenza e intimidazione avvenuti nel corso del 2026, tra cui l'aggressione a tre giovani ai quali sarebbero stati sottratti i telefoni cellulari.Due uomini sono stati arrestati ad Altamura, in provincia di Bari, nell'ambito di un'indagine su una serie di episodi di violenza, minacce e rapine. I Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, nei confronti dei due indagati.Le accuse, a vario titolo e in concorso, sono di rapina aggravata, estorsione e tentata estorsione. Le indagini sono state condotte dai militari della Stazione di Altamura e hanno riguardato diversi fatti avvenuti nel comune pugliese nel corso del 2026.Furti in un minimarket e minacce al titolareUno dei due indagati avrebbe commesso ripetuti furti all'interno di un minimarket, arrivando in più occasioni ad aggredire fisicamente e minacciare di morte il titolare e alcuni dipendenti.In un episodio, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe sottratto e distrutto il telefono cellulare di un tecnico, con l'obiettivo di impedirgli di recuperare le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell'attività commerciale.La rapina ai danni di tre giovani con una mannaiaTra gli episodi contestati figura anche una rapina avvenuta nella notte tra il 10 e l'11 settembre. In quell'occasione i due indagati avrebbero aggredito tre giovani mentre si trovavano in strada, impossessandosi dei loro telefoni cellulari.Durante l'azione, uno degli uomini avrebbe puntato una mannaia alla gola di una delle vittime, costringendola a comunicare il codice necessario per sbloccare il dispositivo. In un secondo momento sarebbero state richieste alle persone derubate somme di denaro per ottenere la restituzione dei telefoni.Decisive le immagini delle telecamereLe indagini dei Carabinieri si sono sviluppate attraverso la raccolta delle testimonianze e delle descrizioni fornite dalle vittime, insieme all'analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati.I filmati avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti dei sospettati e di individuare gli indumenti indossati durante gli episodi contestati, contribuendo alla loro identificazione.Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, ravvisando il pericolo di reiterazione dei reati. La misura è stata confermata dopo gli interrogatori di garanzia. I due indagati si trovano attualmente nel carcere di Bari, a disposizione dell'autorità giudiziaria.