Napoli decimato contro il Porto
Il Napoli si ritrova a dover gestire un'emergenza soprattutto nel reparto arretrato
Dopo la battuta d'arresto in campionato contro la Juventus, che ha allontanato ulteriormente gli azzurri dalla vetta della classifica, il Napoli è chiamato a cambiare immediatamente registro. All'orizzonte c'è un appuntamento fondamentale in Champions League: la trasferta sul campo del Porto, una squadra in ottima condizione e particolarmente temibile davanti al proprio pubblico. Per Massimiliano Allegri, però, la preparazione della gara è condizionata da una situazione tutt'altro che semplice, con una lunga lista di indisponibili e diversi titolari ancora alle prese con problemi fisici.La sconfitta contro i bianconeri ha lasciato strascichi pesanti, non soltanto sul piano della classifica, ma anche per quanto riguarda le condizioni della rosa. Il Napoli si ritrova infatti a dover gestire un'emergenza soprattutto nel reparto arretrato, dove le assenze rischiano di condizionare le scelte tattiche dell'allenatore. Alla vigilia della partita europea, Allegri non ha nascosto le difficoltà incontrate durante gli allenamenti, descrivendo una squadra che fatica persino a completare le esercitazioni per la mancanza di uomini disponibili.«Oggi nell'allenamento non si riusciva nemmeno a coprire tutto il cerchio di centrocampo», ha raccontato il tecnico, sottolineando come la trasferta portoghese richiederà un approccio particolarmente attento. L'obiettivo non sarà soltanto quello di imporre il proprio gioco, ma anche di saper resistere nei momenti complicati della partita. «A parte la battuta contro il Porto bisogna fare una partita anche di sofferenza, che ci serve anche. Loro sono un'ottima squadra in casa», ha aggiunto Allegri.Il momento del Napoli è caratterizzato da un'alternanza di risultati che impedisce alla squadra di trovare continuità. Secondo l'allenatore, il problema risiede soprattutto nella gestione di alcuni episodi e nella mancanza di quei dettagli che, a questi livelli, possono determinare il risultato finale. «In questo momento mancano dei piccoli dettagli per portare a casa i risultati, è il motivo di questa alternanza», ha spiegato. Una situazione che impone una crescita immediata, soprattutto in fase difensiva, dove gli azzurri stanno concedendo troppo agli avversari. «Ci vuole carattere e voglia di portare a casa il risultato. Ci sono episodi che stiamo pagando, ma dobbiamo migliorare. Prendiamo gol troppo facilmente», ha ammesso.Champions League, il Napoli non può sbagliare: qualificazione ancora nelle proprie maniSe in Serie A la situazione si è complicata, con il distacco dalla prima posizione salito a 14 punti, in Europa il quadro offre ancora prospettive differenti. Il Napoli ha infatti la possibilità di determinare autonomamente il proprio destino nella competizione continentale e non intende compromettere il percorso proprio in una fase così delicata della stagione.Allegri ha voluto distinguere chiaramente i due obiettivi, riconoscendo che il campionato richiederà un percorso di recupero più lungo, mentre la Champions rappresenta un'occasione immediata per dare una risposta. «In Champions il destino è nelle nostre mani, con 10 punti vai ai playoff. In campionato siamo un po' in ritardo e non possiamo recuperarla in una partita», ha dichiarato.La priorità, dunque, è affrontare il Porto con la massima concentrazione, cercando di ottenere un risultato positivo nonostante le difficoltà. Successivamente ci sarà tempo per concentrarsi sul prossimo impegno di campionato contro la Lazio, con la speranza di ritrovare alcuni degli elementi attualmente indisponibili. Il calendario, infatti, offrirà una pausa che potrebbe rivelarsi preziosa per recuperare energie e giocatori.«Bisogna cercare di giocare domani, preparare la partita con la Lazio cercando di recuperare più giocatori possibili dopo la sosta», ha spiegato Allegri. Un programma che lascia intendere quanto sia importante evitare ulteriori problemi fisici e gestire con attenzione le risorse rimaste a disposizione.Difesa in emergenza, Allegri valuta il ritorno al 3-5-2Il vero problema per l'allenatore riguarda soprattutto la composizione della retroguardia. Alla lista degli indisponibili già presenti si sono aggiunti anche Giovanni Di Lorenzo e Mathías Olivera, entrambi usciti dalla sfida contro la Juventus con problemi fisici. I due si sommano alle assenze di Badiashile, Favasuli e Alessandro Buongiorno, riducendo sensibilmente le alternative a disposizione dello staff tecnico.La speranza è riuscire a recuperare almeno Leonardo Spinazzola, il cui eventuale rientro consentirebbe ad Allegri di mantenere maggiore flessibilità nella scelta del modulo. In caso contrario, il tecnico potrebbe essere costretto a modificare l'assetto tattico e riproporre il 3-5-2, sistema che permetterebbe di adattarsi meglio agli uomini effettivamente disponibili.Tra le ipotesi al vaglio c'è una linea difensiva composta da Beukema, Rrahmani e Rafa Marin, con Meret confermato tra i pali. Una soluzione che consentirebbe di schierare tre centrali di ruolo, evitando di ricorrere a ulteriori adattamenti in un reparto già fortemente condizionato dalle assenze.Anche il centrocampo presenta alcuni interrogativi. Kevin De Bruyne è alle prese con un problema alla caviglia e le sue condizioni dovranno essere valutate attentamente prima della decisione definitiva. Billy Gilmour appare al momento tra i candidati più accreditati per partire dall'inizio, insieme a Scott McTominay e Frank Anguissa. Sulle corsie esterne, invece, Matteo Politano dovrebbe essere confermato a destra, mentre sul versante opposto potrebbe trovare ancora spazio Noa Lang.In attacco resta da sciogliere il nodo relativo alle condizioni di Rasmus Hojlund. Il centravanti danese dovrebbe aver superato l'influenza che lo ha condizionato nelle ultime ore, ma lo staff non vuole correre rischi inutili. In caso di necessità è pronto Lorenzo Lucca, mentre Giovane rappresenta un'altra soluzione offensiva a disposizione di Allegri.L'allenatore, comunque, non ha voluto anticipare le proprie decisioni, rimandando ogni valutazione all'ultima seduta di allenamento. «Non è una questione di assenze, anche se siamo in 13 domani ci sarà da soffrire contro una squadra che sta molto bene. Dopo l'allenamento vedrò chi sta in piedi e andrà in campo», ha dichiarato, riferendosi anche alle situazioni di De Bruyne e Hojlund.A fotografare il clima che si respira nello spogliatoio è stato anche Matteo Politano, che ha ricordato come la squadra abbia già affrontato in passato periodi complicati sul fronte degli infortuni. «Anche l'anno scorso avevamo avuto tanti infortuni ma non così tanti come ora. A undici ci arriviamo e basteranno per vincere la partita», ha affermato l'esterno azzurro, mostrando fiducia nonostante le numerose difficoltà.Porto-Napoli, Farioli sfida Allegri: «È un punto di riferimento»Dall'altra parte ci sarà un Porto che arriva all'appuntamento europeo in condizioni decisamente positive. La squadra portoghese sta attraversando un momento favorevole e ha trovato nell'allenatore italiano Francesco Farioli una guida capace di darle identità, organizzazione e ambizione. Il tecnico toscano si prepara così a incrociare il Napoli in una partita che rappresenta un banco di prova importante anche per il suo percorso professionale.La carriera di Farioli ha seguito una traiettoria particolare. Dopo le esperienze maturate all'estero, dove ha avuto l'opportunità di confrontarsi con campionati e realtà differenti, l'allenatore ha trovato nel Porto un ambiente ideale per consolidare il proprio lavoro e misurarsi con le principali competizioni europee. In passato il suo nome era stato accostato anche al Napoli, in un momento in cui si parlava di possibili cambiamenti sulla panchina azzurra.Alla vigilia della sfida, Farioli ha ripercorso con soddisfazione le tappe della propria crescita professionale, evidenziando l'importanza delle opportunità ricevute fuori dall'Italia. «Ho avuto l'onore di lavorare in diversi paesi e in vari club che mi hanno dato l'opportunità di iniziare, permettendomi di competere ad altissimi livelli e di partecipare a competizioni europee. L'anno scorso, qui al Porto, ho iniziato a vincere, il che è fondamentale per ogni allenatore», ha spiegato.Parole di grande rispetto sono state riservate anche al collega Massimiliano Allegri, indicato da Farioli come un riferimento nel panorama degli allenatori italiani. Un riconoscimento che accompagna la vigilia di una sfida nella quale i due tecnici si troveranno a confrontarsi con filosofie ed esperienze differenti.Non poteva mancare una domanda sul possibile ritorno di Farioli nel campionato italiano, magari proprio alla guida del Napoli. Il tecnico ha preferito non alimentare indiscrezioni, lasciando aperta ogni possibilità senza però offrire indicazioni concrete: «Non sappiamo cosa ci riservi il futuro; vedremo».Nel corso dell'incontro con la stampa, Farioli ha trovato spazio anche per un riferimento personale a un altro allenatore italiano, il suo amico Max Alvini, attualmente alla guida del Frosinone e protagonista di un percorso particolarmente positivo. «Vivevamo a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro, sta facendo un lavoro fantastico e sta sorprendendo tutti», ha raccontato, sottolineando la soddisfazione per i risultati raggiunti dal collega.Porto, un'assenza certa per FarioliPer quanto riguarda le scelte di formazione, anche il Porto dovrà fare i conti con una defezione. Farioli ha infatti confermato che William Gomes non sarà a disposizione per la partita contro il Napoli. Il giocatore non ha partecipato alla seduta di allenamento di martedì e le sue condizioni non consentono di ipotizzare un recupero in extremis.«William è sicuramente fuori», ha chiarito l'allenatore, mettendo fine ai dubbi sulla sua presenza.Il Porto potrà comunque contare su una squadra in salute e sul vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico, elementi che rendono la trasferta particolarmente impegnativa per gli azzurri. Il Napoli, dal canto suo, dovrà provare a trasformare le difficoltà in uno stimolo, facendo leva sulla compattezza del gruppo e sulla capacità di gestire una gara che potrebbe richiedere grande sacrificio.Per Allegri sarà soprattutto una prova di carattere e di adattamento. Con una rosa ridotta all'osso, una difesa da reinventare e alcuni elementi offensivi ancora da valutare, la priorità sarà trovare un equilibrio che permetta di limitare la pericolosità dei portoghesi. La Champions League offre ancora al Napoli una strada da percorrere: uscire dal Portogallo con un risultato positivo significherebbe dare una risposta importante dopo la delusione in campionato e affrontare i prossimi impegni con una prospettiva diversa.