SVERSAMENTI

Fanghi industriali nella Terra dei Fuochi: scattano 8 misure

Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, sono associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale

A cura di Redazione
02 novembre 2026 14:30
Fanghi industriali nella Terra dei Fuochi: scattano 8 misure -
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I fanghi provenienti dal trattamento dei reflui di aziende conserviere del Salernitano sarebbero stati sversati su terreni agricoli e poi arati e seminati. Eseguita un'ordinanza cautelare nei confronti di otto persone. Sequestrati una società, terreni, mezzi e 1,53 milioni di euro.Fanghi derivanti dal trattamento dei reflui di aziende conserviere del Salernitano, mai sottoposti ad alcun recupero ma trasformati soltanto sulla carta in «terreno riciclato», sarebbero stati sversati su terreni agricoli dell'agro aversano, successivamente arati e seminati.È quanto ricostruito dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando Provinciale di Caserta, che questa mattina hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare personale e reale nei confronti di otto persone, tra imprenditori e dipendenti.Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, sono associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli, ha accolto parzialmente la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.Le misure cautelari e i sequestriNei confronti di due indagati è stato disposto il divieto temporaneo di esercizio, nel settore dei rifiuti, di attività d'impresa. Per gli altri sei è scattato il divieto di dimora nella provincia di Caserta.L'ordinanza prevede inoltre il sequestro preventivo di 1.530.000 euro, della società coinvolta, con sede a Castel Volturno, dei beni mobili e immobili, dei mezzi utilizzati per il trasporto e dei terreni agricoli interessati dagli sversamenti, già sottoposti a sequestro d'urgenza dal pubblico ministero.La società opera nel settore del recupero di rifiuti speciali non pericolosi ed è situata nel territorio della Terra dei Fuochi.L'indagine partita da un controllo a Cancello e ArnoneL'inchiesta, condotta congiuntamente dai carabinieri del Noe di Napoli e Caserta e dalla Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, è iniziata nel settembre 2024 e si è protratta per circa un anno.Gli investigatori hanno svolto intercettazioni, videoriprese e pedinamenti per ricostruire il presunto sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti.L'indagine ha preso avvio da un controllo effettuato dai militari del Noe di Caserta e della Stazione carabinieri di Grazzanise. Su alcuni terreni di Cancello e Arnone era stato individuato materiale scuro e maleodorante.Gli accertamenti successivi, anche attraverso le analisi dell'Arpac Campania, avrebbero consentito di accertare che si trattava di fanghi provenienti dal trattamento dei reflui delle industrie conserviere, che non erano stati sottoposti alle operazioni di recupero previste.La presunta falsa classificazione dei rifiutiSecondo la ricostruzione degli inquirenti, dall'impianto uscivano ingenti quantitativi di fanghi che risultavano soltanto formalmente aver perso la qualifica di rifiuto, attraverso la procedura End of Waste.Il sistema si sarebbe basato su una classificazione fittizia dei materiali in uscita, accompagnati da documentazione che li attestava falsamente come materia prima seconda, o terreno riciclato.In questo modo, i fanghi sarebbero stati destinati a terreni agricoli dell'agro aversano, dove venivano distribuiti, arati e successivamente seminati.Inerti da demolizione sversati sui terreniNel corso delle indagini sarebbero stati inoltre registrati numerosi ingressi, anche non autorizzati, di veicoli carichi di inerti provenienti da attività di demolizione.I materiali sarebbero stati scaricati tal quali sui terreni circostanti l'impianto, con l'obiettivo di effettuare livellamenti fondiari.Gli accertamenti proseguono per definire tutte le responsabilità e ricostruire l'intera filiera dei rifiuti, dalla loro produzione al presunto smaltimento illecito nei terreni agricoli.Le contestazioni sono al momento ipotesi investigative e la posizione degli indagati dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.

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