Visite non fatte: cartelle esattoriali per 10 anni di pagamenti

Il principio alla base della procedura è legato all’organizzazione delle liste d’attesa

A cura di Redazione
15 ottobre 2026 08:00
Visite non fatte: cartelle esattoriali per 10 anni di pagamenti -
Condividi

Migliaia di avvisi di pagamento stanno raggiungendo in questi giorni i cittadini napoletani per il recupero dei ticket sanitari relativi a visite ed esami prenotati ma ai quali gli utenti non si sarebbero presentati senza effettuare la disdetta nei tempi previsti. Le richieste vengono recapitate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per conto dell’Asl Napoli 1 Centro e riguardano prestazioni comprese in un arco temporale molto ampio, dal 2016 al 2024.La notizia, riportata da Fanpage.it sulla base di informazioni raccolte da fonti qualificate dell’azienda sanitaria, ha suscitato dubbi e preoccupazioni tra i destinatari. In alcuni casi, infatti, gli avvisi si riferiscono a prestazioni risalenti a diversi anni fa, anche a circa un decennio di distanza. Una circostanza che ha spinto alcuni cittadini a chiedersi se le comunicazioni fossero autentiche o potessero nascondere un tentativo di truffa.Secondo quanto riferito da fonti dell’Asl a Fanpage.it, le richieste rientrano invece in una procedura ufficiale di recupero dei crediti pregressi. Per capire come comportarsi, l’azienda sanitaria invita a seguire le indicazioni disponibili sulla home page del proprio sito istituzionale.Perché arrivano gli avvisi di pagamentoAl centro delle comunicazioni ci sono le prestazioni sanitarie prenotate attraverso il servizio pubblico e non disdette, per le quali viene richiesto il pagamento del ticket previsto in caso di mancata presentazione.Il principio alla base della procedura è legato all’organizzazione delle liste d’attesa. Quando un paziente non si presenta a una visita senza cancellare l’appuntamento, lo slot rimane inutilizzato e non può essere assegnato in tempo utile a un altro utente.Il problema riguarda soprattutto le prestazioni per le quali la domanda è elevata e i tempi di attesa possono essere lunghi. Una mancata disdetta impedisce infatti ad altri pazienti, magari con la stessa necessità di effettuare un controllo o un esame, di usufruire del posto rimasto libero.Il recupero delle somme, quindi, punta anche a responsabilizzare gli utenti sull’utilizzo delle prenotazioni sanitarie. La disdetta tempestiva consente alle strutture di riorganizzare gli appuntamenti e di mettere nuovamente a disposizione il posto per chi ne ha bisogno.Gli accertamenti dal 2016 al 2024L’elemento che più sta colpendo i destinatari è l’ampiezza del periodo preso in esame. Le verifiche dell’Asl Napoli 1 Centro riguardano infatti gli anni compresi tra il 2016 e il 2024, con richieste che possono riferirsi a prestazioni effettuate, o meglio prenotate e non disdette, molti anni prima della ricezione dell’avviso.La distanza temporale tra l’appuntamento mancato e la comunicazione di pagamento può rendere più difficile per il cittadino ricordare l’episodio o ricostruire quanto accaduto. Da qui anche il rischio di confusione, soprattutto quando nella lettera sono riportati riferimenti a visite risalenti a un periodo ormai lontano.Prima di effettuare qualsiasi versamento, è quindi opportuno verificare con attenzione i dati contenuti nella comunicazione e confrontarli con le informazioni relative alla prestazione indicata. In caso di dubbi, il riferimento deve essere rappresentato dai canali ufficiali dell’Asl e dalle procedure da essa indicate, evitando di utilizzare eventuali recapiti o collegamenti non verificati.La conferma dell’esistenza della campagna di recupero non significa, naturalmente, che ogni singolo avviso sia automaticamente corretto in tutti i suoi dettagli: eventuali errori o contestazioni devono essere valutati attraverso i canali previsti.La procedura legata alle misure sulle liste d’attesaLa campagna di recupero dei ticket viene ricondotta alle misure per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale, richiamate dalla legge 107 del 2024.Secondo quanto riferito a Fanpage.it da fonti dell’Asl, l’indicazione a procedere al recupero dei crediti pregressi esigibili sarebbe stata estesa alle aziende sanitarie della Campania. L’obiettivo è intervenire sulle somme dovute per le mancate presentazioni e dare seguito alle disposizioni in materia di gestione delle prestazioni prenotate.Il recupero delle somme si inserisce così in un quadro più ampio di riorganizzazione dei servizi di prenotazione, con un’attenzione particolare al funzionamento dei Centri unici di prenotazione, i Cup.La disponibilità effettiva degli appuntamenti, infatti, non dipende soltanto dal numero di medici e dalle risorse delle strutture, ma anche dalla capacità di utilizzare al meglio gli spazi già programmati. Un appuntamento prenotato e non utilizzato, senza una disdetta che permetta di riassegnarlo, rappresenta una risorsa persa per il sistema sanitario.Come comportarsi se si riceve una letteraPer i cittadini che stanno ricevendo gli avvisi, il primo passaggio è verificare l’autenticità della comunicazione e leggere con attenzione le istruzioni indicate. L’Asl Napoli 1 Centro, secondo quanto riportato, rimanda alla procedura pubblicata sulla home page del proprio sito ufficiale.È importante controllare il riferimento alla prestazione contestata, il periodo a cui si riferisce e gli importi richiesti. Se si ritiene che la richiesta sia errata, oppure se non si riconosce l’appuntamento indicato, occorre rivolgersi ai canali ufficiali per ottenere chiarimenti sulle modalità di verifica e sull’eventuale contestazione.La presenza di una richiesta riferita a molti anni prima non basta, da sola, a stabilire che si tratti di una truffa o che il pagamento sia necessariamente dovuto: la posizione deve essere valutata sulla base dei dati riportati nell’avviso e delle regole applicabili al singolo caso.La raccomandazione, dunque, è di non ignorare le comunicazioni ricevute, ma neppure di procedere senza averne verificato la provenienza e il contenuto. Con migliaia di lettere in arrivo e appuntamenti risalenti anche al 2016, la chiarezza delle informazioni e la possibilità di controllare le singole posizioni saranno fondamentali per consentire ai cittadini di capire se e come regolarizzare la propria situazione.

Segui il Fatto Vesuviano