Tir e trattori: il Sud si blocca per il caro-carburanti IL VIDEO

Una situazione che alimenta la preoccupazione degli operatori, alle prese con spese sempre più difficili da sostenere

A cura di Redazione
17 ottobre 2026 22:00
Tir e trattori: il Sud si blocca per il caro-carburanti IL VIDEO -
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Non si ferma nel Mezzogiorno la protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante. Anche oggi tir, mezzi pesanti e trattori hanno presidiato alcuni punti strategici della rete stradale in Calabria, Sicilia e Puglia, mentre il prezzo del gasolio continua a salire, aggravando i costi per chi lavora nel trasporto merci e nel settore agricolo.

Secondo i dati del Mimit, il prezzo medio del diesel in modalità self service ha raggiunto i 2,296 euro al litro sulla rete autostradale e i 2,257 euro sulla rete stradale. Un ulteriore aumento che, secondo le stime del Codacons, porta il costo medio del carburante a un livello quasi del 40% superiore rispetto a quello dello scorso anno.Una situazione che alimenta la preoccupazione degli operatori, alle prese con spese sempre più difficili da sostenere. La mobilitazione prosegue quindi in attesa di risposte concrete da parte del governo e di misure capaci di contenere l’impatto dei rincari.In Calabria circa 400 mezzi nei presidiLa Calabria è tra le regioni maggiormente interessate dalla protesta proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica. Sul territorio sono stati organizzati circa quindici presidi, ai quali partecipano complessivamente intorno ai 400 mezzi.Secondo le stime dell’organizzazione, circa il 60% degli aderenti avrebbe fermato i propri veicoli nei piazzali, aderendo alla mobilitazione contro l’aumento dei costi del carburante.Presidi analoghi sono attivi anche in Sicilia e Puglia, dove autotrasportatori e agricoltori chiedono interventi urgenti per evitare che i rincari compromettano ulteriormente la sostenibilità delle attività.La protesta si accompagna alla richiesta di un confronto diretto con il ministero dei Trasporti. Gli operatori delle tre regioni chiedono che le difficoltà del Mezzogiorno vengano affrontate in modo specifico, tenendo conto delle esigenze di chi opera quotidianamente lungo le principali direttrici stradali e commerciali.Salvini apre a un tavolo dedicato al SudL’attenzione è ora rivolta agli appuntamenti della prossima settimana. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà a Milano le principali organizzazioni dell’autotrasporto, prima di una riunione prevista il 27 ottobre al ministero, a Roma.L’anticipo del confronto è stato accolto positivamente da Unatras, che ha tuttavia sottolineato come l’incontro dovrebbe coinvolgere le organizzazioni nazionali presenti nell’Albo degli autotrasportatori.Nel frattempo, Salvini ha aperto alla possibilità di un confronto specifico con i rappresentanti del settore provenienti da Calabria, Sicilia e Puglia.La disponibilità è emersa durante una telefonata con un manifestante in presidio al casello di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia. Il contatto è stato reso possibile dall’intermediazione di Napoleone Cera, consigliere regionale pugliese e segretario provinciale della Lega.Nel corso della conversazione, il ministro ha ricordato che il 20 ottobre è previsto un tavolo tecnico istituzionale con sindacati e associazioni di categoria, aggiungendo la possibilità di convocare un ulteriore incontro dedicato al Mezzogiorno, con una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia.È proprio questa la prospettiva auspicata dai manifestanti, che chiedono di poter portare direttamente al governo le difficoltà vissute dalle imprese del settore.«Le parole non bastano più»: mezzi pronti a raggiungere RomaIn Calabria e Puglia gli autotrasportatori hanno già annunciato l’intenzione di portare i propri mezzi a Roma se non arriveranno risposte concrete. Il messaggio ripetuto dai manifestanti è netto: «Le parole non bastano più».La richiesta è quella di passare dalle interlocuzioni istituzionali a provvedimenti capaci di alleggerire il peso del carburante sui bilanci delle aziende e di garantire condizioni sostenibili per proseguire l’attività.In Sicilia, invece, gli operatori hanno collegato la prosecuzione del fermo all’esito del confronto con il ministro. Se Salvini accetterà di incontrarli il 20 ottobre, la mobilitazione sarà revocata; in caso contrario, proseguirà fino al 27 ottobre.A sollecitare un incontro è stato anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha rivolto direttamente al ministro la richiesta di aprire un dialogo con i rappresentanti del settore.L’appello delle istituzioni: servono risposte rapideLa preoccupazione per gli effetti del caro carburante supera il perimetro delle categorie direttamente coinvolte. Un appello al governo affinché intervenga rapidamente è arrivato anche dalla Conferenza episcopale di Basilicata e dai sindaci metropolitani riuniti nel Coordinamento Anci.Il timore riguarda le conseguenze economiche di rincari che pesano sulle imprese di trasporto e agricole e che potrebbero ripercuotersi sull’intera filiera, dalla distribuzione delle merci ai costi sostenuti da famiglie e attività commerciali.Nei prossimi giorni sarà quindi decisivo capire se il confronto istituzionale riuscirà a tradursi in impegni concreti. Intanto, in Calabria, Sicilia e Puglia la mobilitazione continua, con gli operatori in attesa di risposte e pronti a valutare nuove iniziative qualora le richieste restassero senza esito.

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