Sta male al pronto soccorso, ma picchia infermiere e viene arrestato

è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso la «più ferma e assoluta condanna» per l’aggressione

A cura di Redazione
18 ottobre 2026 18:00
Sta male al pronto soccorso, ma picchia infermiere e viene arrestato -
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Un infermiere in servizio all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli è stato aggredito fisicamente e verbalmente da una persona che si trovava in attesa di essere visitata.L’episodio ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato, il cui personale è riuscito a individuare il presunto responsabile. L’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria.La vicenda riporta l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari, esposti durante il lavoro a situazioni di tensione che possono degenerare in aggressioni, soprattutto nei reparti di emergenza e nelle aree caratterizzate da lunghe attese e forte pressione assistenziale.La condanna del prefetto Michele di BariSull’accaduto è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso la «più ferma e assoluta condanna» per l’aggressione, manifestando al tempo stesso la propria vicinanza all’infermiere coinvolto e all’intera categoria degli operatori sanitari.Il prefetto ha sottolineato il ruolo di chi lavora quotidianamente negli ospedali per garantire il diritto alla salute dei cittadini, spesso in condizioni di estrema pressione.L’aggressione al Vecchio Pellegrini, ha evidenziato, richiama la necessità di assicurare ambienti di lavoro sicuri a medici, infermieri e a tutto il personale impegnato nell’assistenza, affinché possano svolgere le proprie mansioni senza essere esposti a minacce o violenze.Sicurezza negli ospedali, le misure già attivateLa tutela dei Pronto Soccorso e dei presidi ospedalieri dell’area metropolitana, ha spiegato di Bari, è oggetto di «massima e costante attenzione» da parte delle istituzioni.Il prefetto ha ricordato che il problema delle aggressioni al personale sanitario è già stato affrontato in diverse riunioni mirate del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Agli incontri hanno partecipato anche i direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere universitarie, insieme ai rappresentanti degli ordini professionali interessati.In quelle sedi sono state condivise strategie operative e iniziative concrete, alcune delle quali risultano già attive sul territorio. L’obiettivo è prevenire nuovi episodi e garantire interventi tempestivi quando si verificano situazioni di pericolo.Presidi di polizia, vigilanza e videosorveglianzaTra le principali misure indicate dalla Prefettura figurano il potenziamento e l’estensione dei presidi fissi di Polizia all’interno dei principali ospedali e dei Pronto Soccorso.È stato inoltre previsto il rafforzamento dei servizi di vigilanza privata, con la presenza di guardie giurate, e l’installazione di collegamenti diretti con le forze dell’ordine per velocizzare le richieste di intervento in caso di emergenza.Un ulteriore fronte riguarda il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, strumenti che possono contribuire sia alla prevenzione sia alla ricostruzione degli episodi di violenza.Le iniziative puntano a rendere più rapidi i tempi di risposta e a rafforzare la protezione del personale sanitario e degli utenti che frequentano le strutture ospedaliere.Resta alta l’attenzione sulle aggressioni al personale sanitarioL’episodio del Vecchio Pellegrini si inserisce in un quadro che continua a richiedere attenzione da parte delle istituzioni e delle aziende sanitarie. La sicurezza negli ospedali rappresenta infatti una condizione essenziale per garantire la continuità dell’assistenza e tutelare chi lavora nei servizi di cura.La denuncia del presunto aggressore segna il primo passaggio giudiziario relativo al caso, mentre le misure illustrate dalla Prefettura puntano a prevenire ulteriori episodi e a garantire maggiore protezione agli operatori.Il messaggio del prefetto è netto: la violenza contro il personale sanitario non può essere tollerata e la tutela di chi garantisce ogni giorno il diritto alla salute deve restare una priorità condivisa.

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