Scafati, sequestrata mezza tonnellata di sigarette di contrabbando

Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli spazi sarebbero stati utilizzati come punti di stoccaggio in attesa della successiva commercializzazione

A cura di Redazione
02 ottobre 2026 17:00
Scafati, sequestrata mezza tonnellata di sigarette di contrabbando -
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Quasi mezzo tonnellata di tabacchi lavorati esteri è finita sotto sequestro nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza nel territorio di Scafati. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e svolta dai militari della Compagnia di Scafati, ha portato anche all’applicazione di una misura cautelare nei confronti di tre persone.Per gli indagati è stato disposto l’obbligo di dimora, in relazione all’ipotesi di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore.Il deposito scoperto a ScafatiGli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire, secondo l’ipotesi investigativa, un sistema finalizzato all’acquisto e alla successiva vendita di sigarette introdotte illegalmente sul territorio.Una parte consistente del materiale sarebbe stata nascosta all’interno di un box situato a Scafati. Durante il controllo, i finanzieri hanno rinvenuto circa 240 chilogrammi di sigarette appartenenti a differenti marche e tipologie.Il quantitativo trovato nel primo deposito avrebbe rappresentato soltanto una parte del carico complessivamente individuato nel corso dell’attività.Altri locali utilizzati per la distribuzioneLe verifiche sono proseguite in altri ambienti situati nel territorio comunale. Anche in questi locali sarebbero state custodite ulteriori partite di tabacchi.Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli spazi sarebbero stati utilizzati come punti di stoccaggio in attesa della successiva commercializzazione. La destinazione finale ipotizzata per una parte delle sigarette sarebbe stata soprattutto l’area napoletana, dove i prodotti avrebbero dovuto essere immessi nella rete di vendita al dettaglio.Al termine delle attività, il quantitativo complessivamente sottoposto a sequestro è arrivato a circa 500 chilogrammi di sigarette di contrabbando.L’ipotesi contestataL’indagine punta a fare luce sull’organizzazione che, secondo l’accusa, avrebbe gestito le diverse fasi dell’attività: dall’approvvigionamento dei tabacchi alla loro conservazione e fino alla successiva distribuzione.Nei confronti dei tre indagati è stata quindi applicata la misura dell’obbligo di dimora nell’ambito del procedimento per contrabbando di tabacchi lavorati esteri.Gli accertamenti proseguiranno per ricostruire l’intera filiera e individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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