Personale di pronto soccorso in agitazione: ecco cosa succede
La vicenda nasce dall'intesa firmata l'8 luglio, successivamente recepita dalla Giunta regionale attraverso una delibera
È stato proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario impiegato nei servizi di pronto soccorso dell'area metropolitana di Napoli. A darne comunicazione è la Cisl Funzione Pubblica di Napoli, che ha scritto alle direzioni generali delle tre Asl metropolitane, del Cardarelli, del Santobono-Pausilipon, degli Ospedali dei Colli e delle aziende universitarie Federico II e Vanvitelli.Al centro della mobilitazione c'è il mancato avvio, secondo il sindacato, delle procedure necessarie per riconoscere al personale le indennità previste dall'accordo regionale sottoscritto l'8 luglio scorso.Tre mesi di attesaLa Cisl Fp sostiene che i lavoratori siano ancora in attesa delle somme previste dal contratto nazionale e dall'intesa raggiunta con la Regione. Secondo il sindacato, sono trascorsi circa tre mesi senza che le aziende abbiano completato gli adempimenti necessari.«Ci spiace per i disagi che la nostra protesta causerà ai cittadini ed ai pazienti, ma abbiamo atteso già troppo tempo inutilmente», afferma Nino Matteo, leader della categoria. Il sindacalista contesta ai vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere il mancato recepimento di quanto stabilito a livello regionale.«Le Asl, le aziende ospedaliere e quelle universitarie non sono repubbliche autonome, devono rispettare i diritti dei lavoratori», aggiunge Matteo.L'accordo regionale e la deliberaLa vicenda nasce dall'intesa firmata l'8 luglio, successivamente recepita dalla Giunta regionale attraverso una delibera. Il provvedimento ha stabilito criteri e principi per il riconoscimento delle indennità previste dall'articolo 69 del contratto collettivo nazionale di lavoro, individuando anche le risorse necessarie.L'applicazione concreta delle disposizioni è stata affidata alla contrattazione integrativa delle singole aziende. Proprio su questo passaggio, però, la Cisl Fp denuncia uno stallo.Assemblee e nuove iniziativeIl sindacato annuncia ora una fase di mobilitazione nei luoghi di lavoro. «Nei prossimi giorni indiremo assemblee sindacali nei luoghi di lavoro dell'intera area metropolitana dove insistono i pronto soccorso», anticipa Matteo.La Cisl Fp valuterà inoltre ulteriori iniziative qualora non vengano aperti specifici tavoli di confronto con le aziende sanitarie e ospedaliere.La richiesta alla RegioneSulla questione interviene anche Luigi D'Emilio, segretario generale regionale della Cisl, che ha partecipato alla sottoscrizione dell'accordo di luglio.«Vorrei capire come sia possibile che i manager continuino a trascurare norme, contratti e le decisioni assunte dal presidente Fico e dall'organo di governo regionale», sostiene D'Emilio, esprimendo preoccupazione per il mancato completamento delle procedure.La richiesta del sindacato è rivolta quindi anche alla Giunta regionale, alla quale Matteo e D'Emilio chiedono di rafforzare le attività di impulso, coordinamento, monitoraggio e controllo sull'applicazione dell'intesa.L'obiettivo indicato dalla Cisl è arrivare rapidamente all'apertura dei confronti aziendali e all'attuazione delle misure previste. In caso contrario, il sindacato annuncia un possibile ulteriore inasprimento della mobilitazione.