Nuovo orario per la Circumvesuviana: "La linea Nola-Baiano resta dimenticata"

L’offerta complessiva continuerebbe così a essere disomogenea

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 20:30
Nuovo orario per la Circumvesuviana: "La linea Nola-Baiano resta dimenticata" -
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Nuove polemiche sulla Circumvesuviana e sulla gestione del servizio ferroviario gestito da EAV. A sollevare le critiche è il Comitato Pendolari Vesuviani, che contesta la nuova programmazione degli orari e denuncia l’assenza di un confronto preventivo con gli utenti. Secondo il gruppo, a pochi giorni dall’entrata in vigore delle modifiche, sui canali ufficiali dell’azienda non sarebbero state diffuse informazioni sufficienti, lasciando ai viaggiatori il compito di ricostruire il quadro attraverso articoli di stampa e accordi sindacali.Una modalità di comunicazione che, secondo i rappresentanti dei pendolari, riproporrebbe un problema già segnalato in passato: l’esclusione dell’utenza dalle decisioni che incidono direttamente sulla mobilità quotidiana di studenti, lavoratori e cittadini.«Un piano che non cambia davvero il servizio»Il giudizio del Comitato sulla nuova organizzazione delle corse è nettamente negativo. I rappresentanti dei viaggiatori sostengono che, se fossero stati coinvolti prima della definizione del piano, avrebbero espresso una contrarietà decisa alla proposta così come appresa dagli organi di informazione.La programmazione, secondo la loro valutazione, presenta lacune e non introduce quel cambiamento sostanziale atteso da chi utilizza quotidianamente la rete vesuviana. Se da una parte si punta a rendere più regolare la frequenza dei treni su alcune tratte, dall’altra resterebbero irrisolte diverse criticità storiche.Particolare preoccupazione viene espressa per la linea Baiano, che secondo il Comitato non riceverebbe risposte adeguate alle esigenze dei viaggiatori. L’offerta complessiva continuerebbe così a essere disomogenea, senza un progetto alternativo capace di garantire un servizio ferroviario realmente efficace anche sulle tratte considerate più penalizzate.Linee Sarno e Poggiomarino, restano le chiusure anticipateTra i punti contestati figurano le chiusure anticipate delle linee Sarno e Poggiomarino. Una limitazione che, secondo i pendolari, continua a creare difficoltà a chi deve spostarsi per motivi di lavoro o di studio e non può fare affidamento su collegamenti ferroviari nelle fasce orarie più tarde.Il problema riguarda in particolare chi termina il turno di lavoro in serata o deve organizzare gli spostamenti tenendo conto della sospensione anticipata del servizio. Per il Comitato, la nuova programmazione non risolverebbe una criticità che da tempo condiziona la vita quotidiana di una parte dell’utenza.Altre perplessità riguardano la conferma della bretella di Torre Annunziata. I rappresentanti dei viaggiatori la giudicano difficilmente comprensibile alla luce dell’aumento delle corse sulla direttrice di Poggiomarino e delle modifiche previste per la linea Sorrento. Anche su questo punto, secondo il Comitato, sarebbe mancata una spiegazione pubblica sufficientemente chiara.Corse all’alba e tagli domenicali nel mirinoUn altro nodo riguarda le prime partenze del mattino. Il Comitato lamenta che non siano stati anticipati gli orari delle corse iniziali, una scelta che continuerebbe a penalizzare i lavoratori turnisti e quanti hanno necessità di raggiungere la propria destinazione nelle prime ore della giornata.Per chi comincia a lavorare all’alba, la disponibilità di un collegamento ferroviario adeguato può fare la differenza tra poter utilizzare il trasporto pubblico e dover ricorrere a soluzioni alternative. La mancata revisione degli orari, secondo i pendolari, lascerebbe quindi scoperta una fascia di servizio particolarmente importante.Le contestazioni si estendono anche alla domenica. Nella nota, il Comitato denuncia un taglio di 80 corse, sostenendo che la riduzione porterebbe l’offerta al di sotto delle 268 corse indicate come obbligo di servizio durante la precedente gestione regionale dell’assessore Vetrella.Si tratta di un’affermazione che richiama il tema del rispetto degli standard di servizio e che, per essere verificata nel dettaglio, richiede un confronto tra la programmazione effettiva, gli obblighi applicabili e le disposizioni vigenti. Per i rappresentanti dei viaggiatori, tuttavia, la riduzione rappresenta un ulteriore arretramento della disponibilità dei collegamenti nei giorni festivi.La richiesta di confronto e la diffida civica senza rispostaOltre alle questioni legate agli orari, il Comitato mette al centro della protesta il rapporto con EAV e con le istituzioni. I rappresentanti dei pendolari lamentano di non essere stati coinvolti in una discussione preventiva sulle modifiche al programma di esercizio, nonostante le criticità siano state segnalate da anni.Nella nota viene ricordata anche una raccolta di migliaia di firme promossa circa tre anni fa contro un precedente piano di servizio, indicata come testimonianza del dissenso espresso da una parte dell’utenza.Il Comitato afferma inoltre di essere ancora in attesa di una risposta alla propria diffida civica. La mancanza di riscontri, secondo i firmatari, alimenterebbe la sensazione che le richieste dei viaggiatori non trovino un adeguato spazio nei processi decisionali.La protesta non si limita quindi alla distribuzione delle corse, ma investe anche la trasparenza delle comunicazioni e la possibilità per gli utenti di partecipare alla definizione di un servizio da cui dipendono quotidianamente.«I pendolari chiedono rispetto e trasparenza»Nel passaggio conclusivo della nota, il Comitato respinge l’idea che le proprie iniziative siano rivolte contro l’azienda o contro singoli interlocutori. L’obiettivo dichiarato, spiegano i rappresentanti, è difendere i diritti dei viaggiatori e chiedere il rispetto delle norme, delle leggi e dei contratti che regolano il servizio.La richiesta è quella di poter contare su collegamenti adeguati alle necessità reali del territorio, informazioni accessibili e un confronto istituzionale che consenta di discutere le criticità prima che le modifiche diventino operative.Il documento è firmato da Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani e referente del gruppo “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”, da Salvatore Ferraro, vicepresidente del Comitato, dall’avvocato Marcello Fabbrocini del comitato civico A. Cifariello di Ottaviano e da Salvatore Alaia del comitato civico E(A)Vitiamolo.La richiesta rivolta a EAV è dunque duplice: chiarire i contenuti della nuova programmazione e aprire un confronto sulle modifiche necessarie. Al centro restano le esigenze di chi ogni giorno utilizza la Circumvesuviana per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o altri servizi essenziali.

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