Mela Annurca, raccolta di qualità festeggiata a Ottaviano
Il raccolto di quest’anno si distingue per l’elevata qualità del prodotto, anche se le condizioni climatiche hanno inciso sulla quantità disponibile
È conosciuta come la “Regina delle mele” ed è uno dei prodotti simbolo della tradizione agricola e gastronomica campana. La mela annurca, apprezzata per il suo profumo, la consistenza croccante e il sapore caratteristico, si conferma protagonista anche nel 2026, con un raccolto di qualità particolarmente elevata, sebbene la produzione sia diminuita rispetto agli anni precedenti a causa delle temperature eccessive. Un patrimonio del territorio che continua a conquistare consumatori e pasticcieri, anche oltre i confini italiani.Le origini della mela annurca si intrecciano con la storia della Campania. Secondo una tradizione che risale all’epoca romana, il frutto veniva coltivato nell’area dei Campi Flegrei, nei pressi del lago Averno. Il nome viene spesso collegato proprio a questa zona e alle antiche denominazioni del territorio, ricco di miti e leggende.In passato, importanti quantità di mele venivano prodotte nelle aree di Melito e Giugliano, comuni che hanno conservato nel tempo un legame significativo con questa coltivazione. Oggi la produzione si concentra soprattutto nel Beneventano e nel Casertano, mentre la presenza sul territorio del Somma-Vesuvio è diventata più limitata.Annata 2026: qualità elevata, ma il caldo riduce la produzioneIl raccolto di quest’anno si distingue per l’elevata qualità del prodotto, anche se le condizioni climatiche hanno inciso sulla quantità disponibile. Il caldo eccessivo avrebbe infatti determinato una diminuzione della produzione rispetto alle annate precedenti.Un andamento che riporta l’attenzione sulle difficoltà affrontate dagli agricoltori, chiamati a confrontarsi con condizioni meteorologiche sempre più impegnative e con la necessità di preservare le caratteristiche di una varietà profondamente legata al territorio campano.La mela annurca, grazie alle sue qualità organolettiche e alla sua versatilità, continua comunque a rappresentare una risorsa importante per l’agricoltura e per la filiera alimentare regionale.Caporale e sergente, due varietà della tradizioneTra le tipologie più conosciute ci sono la caporale e la sergente. La prima è oggi particolarmente coltivata per le dimensioni maggiori dei frutti, mentre la seconda, più piccola, è diventata progressivamente più rara.La sergente è apprezzata anche per la sua capacità di conservarsi più a lungo, una caratteristica che ne accresce l’interesse per chi conosce e ricerca le varietà tradizionali.Queste differenze testimoniano la ricchezza del patrimonio varietale della mela annurca, frutto che non è soltanto un prodotto agricolo, ma anche un elemento della memoria rurale e delle consuetudini alimentari campane.Dalla tavola alla pasticceria, la mela annurca conquista nuovi mercatiNegli ultimi anni la mela annurca ha ampliato la propria presenza sui mercati, arrivando anche all’estero. Il suo utilizzo non si limita al consumo fresco: il frutto è apprezzato anche in pasticceria, dove contribuisce a dare profumo e carattere a numerose preparazioni tradizionali.Tra gli impieghi più conosciuti ci sono le farciture e gli aromi per sfogliatelle, panettoni e pastiere, dolci che rappresentano una parte importante dell’identità gastronomica della Campania.La versatilità della mela annurca permette così di unire la produzione agricola alla creatività artigianale, valorizzando un ingrediente che continua a trovare spazio nelle ricette tradizionali e nelle reinterpretazioni della pasticceria contemporanea.A Ottaviano una manifestazione dedicata alla Regina delle meleAnche quest’anno la mela annurca sarà protagonista di una manifestazione organizzata a Ottaviano, nei pressi della Masseria Santa Teresa. L’iniziativa è curata da Gennaro Barbato, biologo naturalista, insieme al pluripremiato pasticciere Emilio Ambrosio, conosciuto come il “Re delle Sfogliatelle”.L’appuntamento nasce con l’obiettivo di valorizzare il frutto, raccontarne le caratteristiche e mantenere viva la conoscenza delle tradizioni agricole e gastronomiche locali.Un’occasione per mettere in relazione produttori, appassionati e professionisti del settore, riscoprendo una specialità che continua a distinguersi per qualità e storia. La mela annurca rimane così un simbolo della Campania: un frutto capace di raccontare il territorio attraverso i suoi sapori, le sue coltivazioni e le sue eccellenze dolciarie.