Maxi-sequestro di cellulari in carcere a Poggioreale

L’operazione riporta l’attenzione sul problema dell’introduzione e della circolazione di apparecchi telefonici non autorizzati negli istituti penitenziari

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 15:00
Maxi-sequestro di cellulari in carcere a Poggioreale -
Condividi

Ancora telefoni cellulari sequestrati all’interno del carcere di Poggioreale, a Napoli. Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno sottratto alla disponibilità dei detenuti nove dispositivi, tra cui otto smartphone di ultima generazione e un microtelefono, rinvenendo anche un bilancino di precisione che, secondo quanto riferito, sarebbe stato utilizzato per preparare dosi di sostanze stupefacenti.L’operazione riporta l’attenzione sul problema dell’introduzione e della circolazione di apparecchi telefonici non autorizzati negli istituti penitenziari, strumenti che possono consentire comunicazioni non controllate con l’esterno.Il plauso del sindacato agli agentiA commentare l’intervento sono Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rappresentanti dell’Uspp, che hanno sottolineato il lavoro svolto quotidianamente dal personale in servizio nella casa circondariale napoletana.Secondo i due sindacalisti, il sequestro rappresenta una conferma dell’impegno degli agenti nel garantire l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto, operando in un contesto caratterizzato da difficoltà organizzative e da una popolazione detenuta particolarmente numerosa.Il sindacato ha quindi espresso apprezzamento per l’attività svolta dagli operatori, evidenziando come interventi di questo tipo richiedano attenzione costante e capacità di individuare oggetti che non dovrebbero trovarsi nelle celle o comunque nella disponibilità dei reclusi.Cellulari in carcere, l’appello per strumenti più efficaciAccanto al riconoscimento del lavoro degli agenti, l’Uspp ha ribadito che la dedizione del personale, da sola, non può essere sufficiente ad affrontare un fenomeno complesso come quello dell’ingresso illecito di telefoni cellulari nelle carceri.Moretti e Auricchio chiedono investimenti adeguati e strumenti tecnologici più avanzati, ritenuti necessari per rafforzare i controlli e rendere più difficile l’introduzione di dispositivi destinati a essere utilizzati senza autorizzazione.I rappresentanti sindacali hanno inoltre richiamato l’attenzione sui possibili rischi legati alla presenza dei telefoni all’interno delle strutture detentive. Ogni dispositivo recuperato, sostengono, interrompe un potenziale canale di comunicazione illegale con l’esterno, che potrebbe essere sfruttato anche da ambienti legati alla criminalità organizzata.Duemilatrecento detenuti e carenza di organicoNel loro intervento, i due esponenti dell’Uspp hanno evidenziato anche le condizioni in cui opera il personale di Poggioreale. Nell’istituto, secondo quanto riferito dal sindacato, sono presenti circa 2.300 detenuti, mentre permane un deficit di organico che rende più impegnativa la gestione quotidiana delle attività di sorveglianza e sicurezza.Una situazione che, secondo Moretti e Auricchio, richiede attenzione sul piano delle risorse umane e degli strumenti a disposizione degli operatori, chiamati a mantenere l’ordine in un contesto complesso.«Un lavoro quotidiano lontano dai riflettori»In conclusione, i rappresentanti sindacali hanno rivolto un ringraziamento agli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio a Poggioreale, sottolineando il loro contributo alla sicurezza dell’istituto anche al di fuori dell’attenzione pubblica.Il nuovo sequestro, oltre al recupero dei nove telefoni e del bilancino di precisione, riaccende così il dibattito sulle misure necessarie per contrastare l’ingresso di oggetti vietati nelle carceri. Per l’Uspp, al riconoscimento dell’impegno degli operatori devono accompagnarsi interventi concreti sul fronte degli organici, degli investimenti e delle tecnologie di controllo.

Segui il Fatto Vesuviano