In auto con moglie e figlio: "20 ragazzi ci hanno tirato le pietre"
A bordo della vettura, insieme a lui, c’erano la compagna, incinta all’ottavo mese, e il figlio piccolo
Una serata in famiglia che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. È quanto accaduto a Emanuele, che nella serata di ieri stava percorrendo viale 2 Giugno, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, alla periferia Est di Napoli, quando la sua auto è stata bersagliata da una pioggia di pietre lanciate da un gruppo di ragazzi.A bordo della vettura, insieme a lui, c’erano la compagna, incinta all’ottavo mese, e il figlio piccolo, che ha da poco compiuto un anno. A raccontare la vicenda è stato lo stesso protagonista, che ha riferito l’accaduto a Fanpage.it.Secondo la sua testimonianza, il gruppo sarebbe stato composto da circa venti ragazzini, tutti con il volto coperto. Una scena che avrebbe immediatamente destato preoccupazione nel conducente, inducendolo a rallentare.«A un certo punto ho visto in lontananza circa 20 ragazzini con il volto coperto. Ho iniziato a rallentare, perché la situazione non mi piaceva, e a quel punto loro hanno iniziato a tirare pietre contro l'auto», ha raccontato Emanuele.L’auto colpita mentre a bordo c’erano la moglie incinta e il figlioLa situazione sarebbe precipitata nel giro di pochi istanti. L’uomo si sarebbe fermato, sarebbe sceso dall’auto e avrebbe cercato di fermare il gruppo, implorando i ragazzi di smettere di lanciare pietre, proprio per la presenza a bordo della sua famiglia.«Ma loro non hanno avuto nessuna pietà e hanno continuato a tirare pietre», ha riferito.Solo per una circostanza fortuita, secondo il racconto, nessuno dei sassi avrebbe colpito i finestrini posteriori, dove si trovavano la compagna e il bambino.«Altrimenti ora staremmo parlando di una tragedia», ha aggiunto Emanuele, sottolineando la paura vissuta durante quei momenti.Almeno altre 10-15 auto danneggiateDopo l’accaduto, Emanuele si sarebbe recato alla polizia per raccontare quanto successo. In quella circostanza avrebbe incontrato altri cittadini che avevano subito episodi analoghi.Secondo quanto riferito dall’uomo, almeno altre 10-15 auto sarebbero state danneggiate nella stessa zona, sempre a causa del lancio di pietre.Una situazione che, se confermata, delineerebbe un quadro ben più ampio di un singolo episodio e che avrebbe coinvolto diversi automobilisti in transito.Il passaggio dai carabinieri e le difficoltà nelle indaginiQuesta mattina Emanuele si sarebbe recato anche dai carabinieri, riferendo di aver ricevuto il consiglio di non sporgere denuncia, dal momento che i responsabili erano incappucciati e che nella zona in cui si è verificato l’episodio non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza.L’uomo ha espresso amarezza per quanto accaduto e per le difficoltà che, a suo avviso, le forze dell’ordine incontrerebbero nel contrastare episodi di questo tipo.«Il problema è che le forze dell'ordine, che sono molto preparate, sono in poche e non riescono a contrastare tutti questi episodi», ha dichiarato.L’appello di Emanuele: «Dobbiamo fare comunità e combattere la violenza»Nel suo racconto, Emanuele ha infine lanciato un appello alla cittadinanza, invitando le persone perbene a unirsi per contrastare la violenza e a non rassegnarsi di fronte a episodi che mettono a rischio l’incolumità di chi si trova semplicemente a percorrere una strada.«Dobbiamo essere anche noi cittadini perbene e fare comunità e combattere la violenza, purtroppo sempre più dilagante», ha concluso.La vicenda riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle strade della periferia Est di Napoli, dove, secondo il racconto del protagonista, diversi automobilisti sarebbero stati coinvolti in episodi analoghi. Resta da chiarire l’esatta dinamica dei fatti e se siano stati avviati accertamenti per identificare i responsabili.