Gli studenti ripuliscono il liceo dopo l'occupazione
«Il diritto di protestare può convivere con il rispetto per i beni pubblici e per la comunità scolastica». È questo il messaggio scelto dagli studenti
Dopo giorni di mobilitazione e rivendicazioni, alcuni studenti dell’Istituto Vincenzo Cuoco-Campanella di Piazza Miracoli, a Napoli, hanno organizzato una giornata di pulizia e riordino degli ambienti scolastici. Un’iniziativa nata per restituire aule, corridoi e spazi comuni in ordine e ribadire un principio: il diritto di protestare può convivere con il rispetto della scuola e dell’intera comunità scolastica.«Il diritto di protestare può convivere con il rispetto per i beni pubblici e per la comunità scolastica». È questo il messaggio scelto dagli studenti per raccontare l’iniziativa realizzata all’interno dell’istituto napoletano, al termine di diversi giorni di protesta durante i quali hanno portato avanti le proprie rivendicazioni.Al termine della mobilitazione, i ragazzi hanno deciso di intervenire direttamente negli ambienti scolastici, occupandosi delle operazioni di pulizia e sistemazione degli spazi. Un impegno concreto, con l’obiettivo di riconsegnare la scuola in ordine e favorire la ripresa delle normali attività didattiche.Aule e spazi comuni sistemati dagli studentiL’iniziativa ha coinvolto diversi ambienti dell’istituto, dalle aule ai corridoi, fino agli spazi condivisi. Gli studenti hanno partecipato in prima persona alle attività di riordino, sottolineando la volontà di accompagnare la protesta con un gesto di attenzione verso un luogo che appartiene alla comunità scolastica.«Dopo diversi giorni di protesta, durante i quali abbiamo espresso le nostre rivendicazioni, abbiamo organizzato e svolto le operazioni di pulizia e riordino degli ambienti scolastici», hanno spiegato i ragazzi.L’intervento è stato pensato per lasciare gli spazi in condizioni adeguate e consentire il ritorno alle lezioni, ma anche per chiarire il significato della loro iniziativa.Protestare senza trascurare il bene comuneIl messaggio degli studenti punta a distinguere il diritto di manifestare il proprio dissenso dalla tutela degli ambienti pubblici. La protesta, nelle intenzioni espresse dai ragazzi, non esclude infatti la responsabilità nei confronti della scuola, dei suoi spazi e delle persone che ogni giorno li frequentano.«L’iniziativa vuole trasmettere un messaggio semplice: il diritto di protestare può convivere con il rispetto per i beni pubblici e per la comunità scolastica», hanno aggiunto.Un gesto che accompagna la fine dei giorni di mobilitazione e richiama l’attenzione sul valore della partecipazione studentesca, non soltanto nell’esprimere richieste e criticità, ma anche nel prendersi cura degli spazi condivisi.