LA PROTESTA

Gli studenti non ne possono più e passano le notti in tenda

La protesta si allarga anche al tema del carovita e delle difficoltà economiche delle famiglie

A cura di Redazione
26 ottobre 2026 19:00
Gli studenti non ne possono più e passano le notti in tenda -
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Tende montate in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo, per denunciare il caro affitti, la crisi abitativa e l’aumento del costo della vita. La protesta è stata promossa dai Cau, Collettivi Autorganizzati Universitari, nell’ambito di una mobilitazione che coinvolge diverse città italiane in vista dello sciopero generale annunciato per venerdì 30 ottobre.Gli attivisti hanno portato davanti alla sede del Comune di Napoli un simbolico «avviso di sfratto per grave inadempienza politica e sociale sulla crisi abitativa», indirizzato al sindaco Gaetano Manfredi. Nel mirino della protesta anche gli studentati realizzati attraverso i finanziamenti del Pnrr, contestati dai collettivi per i costi degli alloggi e per il ruolo affidato agli operatori privati.«Una stanza può costare fino a 700 euro»A spiegare le ragioni della mobilitazione è Francesco De Luca, esponente dei Cau, che denuncia il peso degli affitti sul bilancio di studenti e giovani lavoratori.«A Napoli una stanza può arrivare a costare 600-700 euro e non soltanto nelle case private, ma perfino negli studentati voluti da questo Governo», afferma De Luca. Secondo l’attivista, attraverso i fondi del Pnrr sarebbero state destinate ingenti risorse pubbliche a soggetti privati per la realizzazione di strutture con prezzi troppo elevati per una parte della popolazione studentesca.La protesta si allarga anche al tema del carovita e delle difficoltà economiche delle famiglie. «Gli studenti di questa nazione sono stanchi, i giovani lavoratori di questa nazione sono stanchi», sostiene De Luca, criticando quella che considera l’assenza di risposte adeguate da parte delle istituzioni davanti agli sfratti che coinvolgono famiglie, studenti e persone malate.Nel mirino dei collettivi anche le scelte economiche del Governo, accusato dagli attivisti di destinare risorse all’industria bellica mentre aumenta il costo dei beni essenziali.Nel mirino l'amministrazione comunale e i grandi fondi immobiliariDure le critiche rivolte anche all’amministrazione cittadina. Ida Cerbone, del Cau, presenta l’iniziativa come un rovesciamento simbolico dei rapporti di forza tra cittadini e istituzioni.«Per la prima volta siamo noi a sfrattare i potenti di questa città. Abbiamo portato una lettera di sfratto al sindaco Manfredi», dichiara l’attivista.Cerbone denuncia l’aumento dei canoni di locazione e il rischio che il centro di Napoli diventi sempre meno accessibile per chi vi abita e lavora, mentre crescono gli investimenti legati al turismo e al mercato immobiliare. Secondo la sua lettura, la città sarebbe sempre più orientata a rispondere agli interessi dei grandi operatori privati, a scapito delle esigenze abitative della popolazione residente.La contestazione riguarda quindi non soltanto il prezzo delle stanze per gli universitari, ma più in generale la possibilità di trovare un alloggio sostenibile in una città in cui la pressione del mercato immobiliare pesa su studenti, lavoratori e famiglie.La polemica sugli studentati e lo sciopero del 30 ottobreGli attivisti contestano anche le dichiarazioni della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in merito agli interventi realizzati per affrontare l’emergenza abitativa studentesca.«Le stanze continuano a costare tantissimo per gli studenti, che devono continuare a essere pendolari oppure devono lavorare per mantenersi, spesso a nero», afferma Cerbone, sostenendo che gli interventi annunciati non abbiano risolto le difficoltà quotidiane di molti universitari.La rappresentante dei Cau critica inoltre il ricorso ai decreti sicurezza come risposta alle proteste sociali e rilancia l’appuntamento del 30 ottobre, quando i collettivi annunciano la partecipazione alla mobilitazione insieme all’Unione sindacale di base.«Oggi stiamo simbolicamente sfrattando il sindaco Manfredi da Palazzo San Giacomo, il 30 sfratteremo un’intera classe dirigente», conclude Cerbone.Le tende in piazza Municipio diventano così il simbolo di una protesta che intreccia diritto alla casa, accessibilità degli alloggi universitari e costo della vita, chiedendo alle istituzioni interventi concreti contro le difficoltà abitative.

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