Finge un malore per essere ricoverato e prende a schiaffi l'infermiere
Il paziente avrebbe preteso di essere trasferito su un letto
Un rifiuto legato alle esigenze assistenziali si sarebbe trasformato in un’aggressione fisica e in minacce di morte. È quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove un infermiere sarebbe stato colpito con uno schiaffo da un paziente, che avrebbe poi pronunciato frasi intimidatorie nei suoi confronti.«Non ho nulla da perdere, mi farei anche vent’anni di galera pur di romperti la testa»: queste le parole riportate nella ricostruzione diffusa da Manuel Ruggiero, medico e curatore della pagina «Nessuno Tocchi Ippocrate». Il sanitario avrebbe riportato un trauma facciale e uno shock psicologico, con una prognosi di dieci giorni.La richiesta di un letto e poi l’aggressioneSecondo il racconto dell’associazione, l’uomo si era presentato in ospedale lamentando nausea e vomito. Dopo essere stato preso in carico, era stato sistemato su una poltrona-letto per ricevere la terapia necessaria.La situazione sarebbe precipitata durante un prelievo di sangue. Il paziente avrebbe preteso di essere trasferito su un letto, ma l’infermiere gli avrebbe spiegato che le poche postazioni disponibili, dotate di collegamento all’ossigeno, dovevano essere riservate ai pazienti con gravi difficoltà respiratorie.A quel punto, stando alla ricostruzione diffusa, l’uomo avrebbe colpito il sanitario con uno schiaffo al volto, accompagnando il gesto con minacce.L’associazione riferisce inoltre che il paziente sarebbe già stato conosciuto dal personale e dalle forze dell’ordine per precedenti comportamenti violenti e accessi ripetuti al pronto soccorso. Si tratta di circostanze riportate nella ricostruzione dell’episodio, che non modificano la necessità di garantire a ogni paziente un’assistenza adeguata e condizioni di sicurezza per chi lavora in ospedale.Interviene la polizia, il paziente viene denunciatoLa situazione non si sarebbe placata neppure con l’arrivo degli agenti. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe rivolto minacce anche alle forze dell’ordine intervenute sul posto. Per il paziente è scattata la denuncia.L’episodio riaccende anche il dibattito sulla copertura notturna del presidio di polizia all’interno dell’ospedale. Secondo la ricostruzione diffusa, per carenza di personale il drappello non sarebbe operativo oltre l’una di notte, lasciando aperto il tema della sicurezza nelle ore successive.La solidarietà dell’Ordine degli infermieriPiena solidarietà al collega aggredito è stata espressa da Teresa Rea, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli.«Saremo al fianco del collega in tutte le sedi e per tutte le esigenze del caso», ha dichiarato Rea, ringraziando anche il prefetto Michele di Bari per la vicinanza e l’attenzione dimostrata sul fronte della prevenzione e del contrasto alle aggressioni, oltre alle forze dell’ordine per il tempestivo intervento.La presa di posizione arriva in un contesto nel quale gli episodi di violenza contro il personale sanitario continuano a destare preoccupazione, nonostante l’adozione di misure di sorveglianza e il rafforzamento delle conseguenze penali previste per chi aggredisce medici e infermieri.Ventuno aggressioni nell’Asl Napoli 1 Centro nel 2026Secondo i dati raccolti da «Nessuno Tocchi Ippocrate», quella del Vecchio Pellegrini è la 21ª aggressione censita dall’associazione nel 2026 nell’ambito dell’Asl Napoli 1 Centro. Considerando anche gli episodi segnalati nell’Asl Napoli 2 Nord, il totale sale a 34.Numeri che riportano al centro la necessità di proteggere chi lavora nei pronto soccorso, spesso chiamato a gestire situazioni di forte tensione e richieste che non sempre possono essere soddisfatte immediatamente.Tra le misure adottate o richiamate per aumentare la sicurezza figurano il potenziamento dei posti fissi di polizia, la vigilanza privata, i collegamenti diretti per le emergenze e i sistemi di videosorveglianza. Strumenti che, tuttavia, non eliminano del tutto il rischio di aggressioni.Un altro episodio recente, avvenuto al Cardarelli di Napoli, ha coinvolto vigilanti e personale sanitario dopo che alcune persone avrebbero tentato di entrare senza autorizzazione nel pronto soccorso. Anche in quel caso, secondo le informazioni riportate, un infermiere sarebbe rimasto ferito.Le pene previste e il ruolo della prevenzioneSul piano penale, le lesioni ai danni del personale sanitario possono comportare pene detentive, con conseguenze più severe nei casi di lesioni gravi o gravissime. La normativa prevede inoltre, per determinate fattispecie e in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge, l’arresto obbligatorio in flagranza e la possibilità di arresto differito entro 48 ore, anche sulla base di documentazione video.Come sottolineato dagli esponenti degli ordini professionali, però, la risposta giudiziaria interviene dopo l’accaduto. Per questo, accanto alle sanzioni, resta fondamentale investire nella prevenzione, nella presenza di personale di sicurezza e nell’organizzazione dei servizi.L’aggressione al Vecchio Pellegrini riporta così in primo piano una questione che riguarda non soltanto la tutela degli operatori sanitari, ma anche il funzionamento dei pronto soccorso: garantire cure appropriate significa poter lavorare in un ambiente sicuro, nel rispetto delle priorità cliniche e senza che le decisioni assistenziali diventino motivo di violenza.