INTERCETTAZIONI

Domenico, il messaggio dei medici: "Vuole solo pararsi il c..."

Il messaggio, riportato da Fanpage.it, sarebbe stato scritto il 13 febbraio in una chat di gruppo composta da alcuni anestesisti

A cura di Redazione
28 ottobre 2026 08:30
Domenico, il messaggio dei medici: "Vuole solo pararsi il c..." -
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Nuovi elementi emergono sulla vicenda di Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. In una chat di gruppo tra anestesisti, datata 13 febbraio 2026, alcuni medici avrebbero discusso delle condizioni ormai gravemente compromesse del piccolo e della possibilità di un secondo intervento.I messaggi nella chat degli anestesisti«E a lui cosa vuoi che interessino i dati clinici? Lui vuole solo pararsi il culo».Il messaggio, riportato da Fanpage.it, sarebbe stato scritto il 13 febbraio in una chat di gruppo composta da alcuni anestesisti dell’ospedale Monaldi. Il riferimento sarebbe a Domenico Caliendo, che in quei giorni era ancora collegato all’Ecmo, il sistema di supporto vitale temporaneo utilizzato per sostenere cuore e polmoni.Il bambino era stato sottoposto a un trapianto il 23 dicembre 2025, ma l’intervento era fallito dopo che gli era stato impiantato un organo danneggiato durante il trasporto.Nella conversazione i medici avrebbero discusso delle condizioni del piccolo e della possibilità di procedere con un secondo trapianto.«Il trapianto si poteva fare una ventina di giorni fa, ma adesso non ha più senso», sarebbe stato uno dei messaggi presenti nella chat.Le condizioni del bambinoDai dialoghi riportati emergerebbe un quadro clinico estremamente grave.Tra i messaggi attribuiti agli anestesisti si legge: «Polmoni di pietra, insufficienza epatica e tac encefalo peggiorata».Le condizioni di Domenico sarebbero dunque state ormai compromesse, con danni a più organi. Il bambino sarebbe morto pochi giorni dopo, il 21 febbraio.La vicenda continua a essere al centro dell’attenzione anche per le responsabilità sanitarie legate al trapianto e alla gestione delle cure successive.Le ferie revocate al cardiochirurgoIl 12 febbraio, il giorno prima dei messaggi nella chat, il cardiochirurgo Guido Oppido, che aveva operato il bambino, sarebbe dovuto andare in ferie fino all’8 marzo.La direzione dell’ospedale gli avrebbe tuttavia revocato il periodo di riposo, ritenendo necessaria la sua permanenza nella struttura per garantire la continuità terapeutico-assistenziale al piccolo.Un elemento che si inserisce nel quadro delle decisioni cliniche e organizzative assunte nelle settimane successive al trapianto.Il confronto tra Ecmo e Berlin-HeartIl contenuto dei messaggi sembrerebbe inoltre richiamare quanto sostenuto dalla famiglia Caliendo-Mercolino e dal loro avvocato, Francesco Petruzzi.Secondo la loro ricostruzione, se Domenico fosse stato collegato al Berlin-Heart, avrebbe probabilmente avuto maggiori possibilità di affrontare un secondo trapianto.Il Berlin-Heart è un dispositivo di assistenza ventricolare che può sostenere la funzione cardiaca per periodi più lunghi, mentre l’Ecmo è un sistema di supporto temporaneo che può sostituire, per un periodo limitato, le funzioni di cuore e polmoni.Secondo quanto sostenuto dalla famiglia, l’utilizzo prolungato dell’Ecmo, per oltre 50 giorni, avrebbe contribuito a provocare danni irreversibili agli organi del bambino.La vicenda resta oggetto di accertamenti. I messaggi riportati dalla chat costituiscono elementi da valutare nel quadro complessivo delle indagini, mentre le responsabilità individuali e le decisioni cliniche dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

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