TRASPORTI

Chiude Capodichino, otto bus al giorno per l'aeroporto di Salerno

Il servizio straordinario, predisposto da Gesac in collaborazione con Busitalia Campania, partirà contestualmente all’apertura del cantiere

A cura di Redazione
28 ottobre 2026 18:00
Chiude Capodichino, otto bus al giorno per l'aeroporto di Salerno -
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Con la chiusura temporanea dell’aeroporto di Napoli Capodichino, da domenica prossima fino al 30 novembre, prende forma il piano per garantire la continuità dei collegamenti aerei attraverso lo scalo Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento. Previsti otto autobus al giorno per ciascuna direzione tra piazza Garibaldi, a Napoli, e l’aeroporto salernitano, con biglietti da 12 euro e orari coordinati con le partenze e gli arrivi dei voli.La sospensione delle attività a Capodichino, necessaria per i lavori sulla pista, rappresenterà una prova importante per la rete dei trasporti campana. Per circa un mese, infatti, una parte dei collegamenti nazionali e internazionali sarà trasferita a Salerno, mentre restano le preoccupazioni per le possibili ricadute sul turismo napoletano.Otto corse al giorno tra Napoli e SalernoIl servizio straordinario, predisposto da Gesac in collaborazione con Busitalia Campania, partirà contestualmente all’apertura del cantiere. I biglietti potranno essere acquistati e pagati elettronicamente direttamente a bordo degli autobus.Saranno inoltre potenziati i collegamenti tra l’aeroporto di Salerno e la stazione ferroviaria cittadina. Resteranno operative anche le linee che collegano lo scalo con Potenza, Eboli, Battipaglia e la Costiera Amalfitana.L’obiettivo è ridurre i disagi per i passeggeri diretti in Campania o in partenza dalla regione, offrendo collegamenti alternativi durante il periodo di chiusura di Capodichino.«Un aeroporto che chiude per lavori è un aeroporto che si prepara a crescere», ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo, sottolineando però la necessità di garantire risposte immediate a chi deve viaggiare.Per Casillo, le otto corse giornaliere tra piazza Garibaldi e l’aeroporto salernitano, insieme al potenziamento dei collegamenti con la stazione di Salerno e al mantenimento delle altre linee, dovranno assicurare la continuità degli spostamenti. L’assessore auspica inoltre che la rete tra Napoli e Salerno possa diventare strutturale anche dopo la riapertura di Capodichino.I voli trasferiti a SalernoLa chiusura ridisegnerà temporaneamente la mappa dei collegamenti aerei della Campania. Tra le compagnie che hanno scelto di trasferire alcune rotte a Salerno figurano EasyJet, con il collegamento per Milano Malpensa; Eurowings, con Düsseldorf e Stoccarda; Flydubai, con Dubai; Iberia, con Madrid; e Ita Airways, con Milano Linate.A queste si aggiungono Luxair per Lussemburgo, Neos per Sharm el Sheikh, Transavia per Amsterdam e Parigi Orly e Vueling per Barcellona.I collegamenti si affiancheranno ai voli della stagione invernale già programmati a Salerno con Aeroitalia e Ryanair. Il trasferimento rappresenterà quindi un banco di prova significativo per uno scalo che, dopo la riapertura ai voli commerciali nel luglio 2024, deve ancora consolidare il proprio traffico.Secondo i dati riportati, nel 2025 l’aeroporto ha registrato 380.606 passeggeri. Nei primi otto mesi del 2026, invece, i viaggiatori sono stati 167.199, con una flessione del 41,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Le infrastrutture al centro delle richieste dei sindacatiLa gestione dei flussi straordinari riporta al centro il tema dei collegamenti tra lo scalo salernitano, la città e il resto del territorio.La Filt Cgil, attraverso Carmen Morra e Gianluca Petrone, chiede di accelerare gli interventi per il prolungamento della metropolitana leggera, il potenziamento dei collegamenti ferroviari, il miglioramento degli accessi stradali e il completamento della nuova aerostazione.«Non è possibile puntare a un traffico di tre milioni di persone senza disporre di una rete di mobilità efficiente, moderna e collegata», è la posizione espressa dai rappresentanti sindacali.La sfida, dunque, non riguarda soltanto la capacità dello scalo di accogliere nuovi voli, ma anche quella della rete dei trasporti di accompagnare i passeggeri verso le destinazioni finali.A Napoli preoccupano le ricadute sul turismoSul fronte napoletano, le maggiori preoccupazioni riguardano l’impatto della chiusura sull’attrattività turistica della città.Agostino Ingenito, presidente nazionale di Abbac, aveva contestato il rischio che Napoli perdesse appeal a causa di difficoltà organizzative e aveva chiesto collegamenti coordinati con gli orari dei voli.Anche Federalberghi Campania guarda con apprensione al periodo di sospensione. Secondo la presidente Francesca Pagliari, le previsioni degli operatori indicano un calo delle prenotazioni alberghiere superiore al 40%, che sarebbe legato alla chiusura dell’aeroporto.Si tratta di stime che evidenziano le preoccupazioni del settore ricettivo per le possibili conseguenze sul turismo, in una fase in cui l’efficacia dei collegamenti alternativi sarà determinante per contenere i disagi.Lavori sette giorni su sette per riaprire nei tempi previstiGesac ribadisce che gli interventi sulla pista di Capodichino sono inderogabili per ragioni di sicurezza. L’amministratore delegato Roberto Barbieri ha sottolineato che la sicurezza rappresenta la priorità assoluta.Per rispettare il calendario annunciato, il cantiere lavorerà sette giorni su sette, tenendo conto anche dei possibili rallentamenti dovuti alle condizioni meteorologiche.La chiusura si inserisce in un progetto di sviluppo più ampio per lo scalo napoletano. Il masterplan presentato a settembre prevede oltre 250 milioni di euro di investimenti entro il 2035, con un nuovo terminal extra Schengen di 15mila metri quadrati, ulteriori piazzole, un polo cargo e un hotel. L’obiettivo indicato è raggiungere 17,3 milioni di passeggeri all’anno.Prima di guardare al prossimo decennio, però, c’è la prova immediata di novembre: verificare se Napoli e Salerno riusciranno a operare in modo coordinato, offrendo ai viaggiatori collegamenti affidabili e limitando le ripercussioni sul sistema turistico ed economico regionale.

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