Cagnolina trova in fin di vita nel fango e salvata

In mezzo alla sporcizia e al terreno intriso di acqua, della cagnolina sembrava distinguersi soltanto una zampa immobile

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 12:00
Cagnolina trova in fin di vita nel fango e salvata -
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Una zampa immobile che emergeva dal fango, circondata da rifiuti ed escrementi. È questa la scena che si sono trovati davanti i soccorritori quando, alle prime luci del mattino, hanno raggiunto un’area isolata del cimitero di Nocera Inferiore. Lì, lontano dalle abitazioni, una pastora tedesca giaceva in condizioni disperate, con il corpo segnato da lesioni estese e ferite aggravate da un’infezione.La cagnolina, chiamata Mia, è stata salvata grazie all’intervento delle forze dell’ordine, dei veterinari dell’Asl e dei volontari dell’Associazione Zoofila Nocerina. Dopo il recupero, è stata trasferita al canile, dove ha iniziato a ricevere le cure necessarie. La sua situazione, tuttavia, rimane estremamente delicata e le prossime ore saranno determinanti per capire se riuscirà a superare questa fase critica.A raccontare la vicenda è Gianna Senatore, dell’associazione e del canile locale, che ha seguito da vicino le operazioni di soccorso e ha sottolineato quanto sia stata importante la rapidità dell’intervento.La segnalazione nella notte e la corsa contro il tempoTutto è cominciato la sera del 9 ottobre, intorno alle 22, quando ai volontari è arrivata la segnalazione di un cittadino, accompagnata da un video che mostrava un pastore tedesco in condizioni allarmanti.Di fronte a quelle immagini, i volontari si sono immediatamente attivati, trasmettendo una comunicazione tramite posta elettronica certificata al comando della Polizia Municipale e al servizio veterinario dell’Asl. L’obiettivo era raggiungere il luogo indicato e verificare quanto stesse accadendo, senza perdere tempo prezioso.La notte è trascorsa tra la preoccupazione e l’attesa, mentre la pioggia continuava a cadere. Il timore era che, senza un intervento tempestivo, per l’animale potesse essere troppo tardi.La mattina seguente, le autorità e il personale veterinario hanno raggiunto l’area segnalata per effettuare un sopralluogo. A coordinare l’intervento sul posto è stata la vigilessa Maria Pascarella, affiancata dai colleghi.Il ritrovamento tra fango, rifiuti e feriteLo scenario apparso ai soccorritori era drammatico. In mezzo alla sporcizia e al terreno intriso di acqua, della cagnolina sembrava distinguersi soltanto una zampa immobile. Le sue condizioni erano talmente gravi da far temere il peggio.Nella stessa area si trovava anche un secondo cane della medesima razza. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione del magistrato, i veterinari hanno proceduto al sequestro di entrambi gli animali, consentendo di metterli al sicuro e avviare gli accertamenti necessari.Per Mia, però, la situazione appariva particolarmente grave. Il corpo presentava ferite e piaghe diffuse, alcune delle quali già interessate dalla presenza di parassiti. Le condizioni riscontrate hanno fatto emergere un quadro di sofferenza che richiedeva cure immediate e assistenza continua.Non si trattava soltanto di recuperare un animale in difficoltà: era necessario intervenire rapidamente per offrirgli una possibilità di sopravvivenza.Il microchip permette di risalire al proprietarioGli accertamenti effettuati dopo il ritrovamento hanno consentito di identificare il proprietario attraverso i dati del microchip, presente sulla femmina. Il comandante della Polizia Municipale, Sabatino Sirica, ha quindi potuto risalire alla persona associata all’animale, convocarla e depositare una denuncia in Procura in relazione ai fatti contestati.Saranno gli accertamenti e le valutazioni dell’autorità giudiziaria a chiarire le eventuali responsabilità per le condizioni in cui sono stati trovati i due cani.La vicenda apre nuovamente una questione dolorosa: quella degli animali che finiscono in situazioni di grave incuria e che, senza l’intervento di cittadini e volontari, rischiano di rimanere invisibili fino a quando non è troppo tardi.Mia ora è al canile: cure intensive e assistenza continuaDopo il salvataggio, Mia è stata trasferita al canile, dove ha cominciato un percorso di cure intensive. Le vengono somministrate terapie e trattamenti specifici per affrontare le lesioni e le complicazioni legate alle sue condizioni.Tra le persone che si stanno occupando direttamente di lei c’è il volontario Francesco Solimando, che la segue costantemente durante questa fase particolarmente difficile. L’assistenza richiede attenzione, pazienza e interventi continui, mentre l’animale cerca di recuperare le forze.Secondo quanto riferito da Gianna Senatore, la situazione rimane critica. La priorità è stabilizzare la cagnolina e garantirle tutte le cure necessarie, nella speranza che possa reagire alle terapie.Il recupero, se possibile, richiederà tempo. Al momento, ogni progresso sarà importante per valutare l’evoluzione delle sue condizioni.Il ruolo decisivo dei soccorritori e dei volontariNel raccontare quanto accaduto, Senatore ha voluto evidenziare la tempestività con cui sono intervenuti la Polizia Municipale e i veterinari dell’Asl. La rapidità nell’attivazione dei soccorsi ha permesso di raggiungere Mia e trasferirla in un luogo protetto, dove poter iniziare le cure.Anche la segnalazione del cittadino che ha documentato la situazione si è rivelata fondamentale: senza quelle immagini e senza la successiva mobilitazione, la presenza della cagnolina nell’area isolata del cimitero avrebbe potuto restare sconosciuta.Adesso l’attenzione è concentrata sulle condizioni dell’animale e sulla possibilità che riesca a superare le conseguenze della grave sofferenza subita. I volontari continuano a seguirla, determinati a offrirle ogni possibilità di recupero.La storia di Mia, intanto, richiama l’importanza di segnalare tempestivamente alle autorità situazioni sospette di abbandono o maltrattamento. In questo caso, la collaborazione tra un cittadino, l’associazione, la Polizia Municipale e il servizio veterinario ha permesso di trasformare una segnalazione notturna in un intervento concreto.Per Mia la battaglia non è ancora finita. Dopo il ritrovamento in condizioni estreme, la sua speranza è affidata alle cure dei veterinari e alla presenza di chi, in queste ore, si sta prendendo cura di lei.

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