Va a provocare Michele Misseri, tiktoker napoletano denunciato

Gli investigatori hanno acquisito e analizzato i contenuti pubblicati in rete, cercando di ricostruire la dinamica dell'episodio e di identificare tutte le persone presenti

A cura di Redazione
12 settembre 2026 18:00
Va a provocare Michele Misseri, tiktoker napoletano denunciato -
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La Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un fascicolo per fare luce sulle presunte molestie subite da Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi e uno dei protagonisti della tragica vicenda di Avetrana. Al centro dell'inchiesta è finito un tiktoker di Melito, in provincia di Napoli, che agli inizi di agosto aveva raggiunto il comune del Tarantino insieme ad alcuni giovani per realizzare un video poi pubblicato sui social network e diventato rapidamente virale.L'ipotesi di reato contestata è quella di molestie. Gli accertamenti sono partiti dopo l'attività investigativa avviata dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Manduria e successivamente confluita in un'informativa trasmessa alla Procura della Repubblica di Taranto.A richiamare l'attenzione degli investigatori sono stati soprattutto i numerosi filmati comparsi sui social, nei quali sarebbe stato documentato l'arrivo del gruppo davanti all'abitazione di Misseri e il successivo contatto con l'uomo.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe raggiunto la casa di via Grazia Deledda con l'obiettivo di realizzare contenuti da pubblicare online. La situazione sarebbe però rapidamente degenerata in una serie di provocazioni e insulti rivolti a Misseri, mentre le scene venivano riprese con uno smartphone.Le immagini, diventate in breve tempo virali, avrebbero mostrato i giovani intenti a provocare l'uomo all'esterno della sua abitazione. Misseri avrebbe reagito cercando di allontanarli e, in un momento della sequenza, avrebbe lanciato un secchio d'acqua verso l'esterno del garage.Quelle immagini sarebbero poi diventate parte del contenuto pubblicato dal tiktoker campano, raccogliendo numerose visualizzazioni, commenti e condivisioni. La diffusione del filmato ha però provocato anche una forte reazione ad Avetrana, dove diversi cittadini hanno manifestato indignazione per quello che sarebbe accaduto davanti alla casa di Misseri.Gli investigatori hanno quindi acquisito e analizzato i contenuti pubblicati in rete, cercando di ricostruire la dinamica dell'episodio e di identificare tutte le persone presenti.L'inchiesta non riguarda, infatti, soltanto il tiktoker di Melito. Gli agenti del commissariato di Manduria stanno valutando anche la posizione di altri giovani che sarebbero stati presenti insieme a lui ad Avetrana e che compaiono nei filmati.Gli accertamenti dovranno stabilire quale sia stato il ruolo di ciascuno dei partecipanti e se le condotte documentate nei video possano assumere una rilevanza penale. Sarà quindi necessario ricostruire con precisione ogni fase dell'episodio, distinguendo le singole responsabilità e verificando quanto effettivamente avvenuto davanti all'abitazione.La vicenda riporta ancora una volta l'attenzione sulla figura di Michele Misseri e sul fenomeno dei cosiddetti "turisti del macabro", persone che negli anni hanno continuato a raggiungere Avetrana spinte dalla curiosità per uno dei casi di cronaca nera più noti d'Italia.Misseri, dopo avere scontato una condanna a otto anni per la soppressione del cadavere della nipote Sarah, conduce da tempo una vita estremamente riservata. Trascorre gran parte delle sue giornate all'interno della propria abitazione, cercando di mantenere il più possibile le distanze dall'attenzione mediatica.Nonostante il passare degli anni, però, la casa di via Grazia Deledda continua a essere meta di curiosi. Alcuni arrivano ad Avetrana anche da altre regioni italiane per vedere da vicino i luoghi legati alla vicenda che sconvolse il paese nell'estate del 2010. In alcuni casi, le visite si limitano a fotografie e osservazioni dall'esterno; in altri, invece, i curiosi avrebbero cercato un contatto diretto con Misseri.Ed è proprio questo aspetto ad avere alimentato negli ultimi anni diverse discussioni ad Avetrana. La curiosità morbosa per i luoghi legati a un delitto può infatti trasformarsi in comportamenti invasivi nei confronti delle persone coinvolte, anche a distanza di molti anni dai fatti.Sarah Scazzi, quindicenne, venne uccisa il 26 agosto 2010. La sua scomparsa e il successivo ritrovamento del corpo diedero origine a una delle indagini più seguite della storia recente della cronaca italiana. Per il delitto sono state condannate in via definitiva all'ergastolo Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri.A distanza di sedici anni, il nome della famiglia Misseri continua dunque a essere al centro dell'attenzione pubblica. Questa volta, però, non per un nuovo sviluppo giudiziario legato direttamente all'omicidio di Sarah, ma per un episodio avvenuto davanti alla casa dove Michele Misseri vive una vita ormai lontana dai riflettori.Saranno ora gli ulteriori accertamenti della Polizia e della Procura di Taranto a stabilire cosa sia realmente accaduto quel giorno, quale sia stato il comportamento delle persone coinvolte e se vi siano gli estremi per procedere nei confronti degli indagati. Al momento, l'inchiesta si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

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