Si sente solo e chiama i vigili per compagnia

Da qualche mese l’anziano vive da solo dopo aver perso la moglie

A cura di Redazione
15 settembre 2026 22:00
Si sente solo e chiama i vigili per compagnia -
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Non aveva bisogno di un intervento, né doveva segnalare un problema o chiedere aiuto. Aveva semplicemente bisogno di parlare con qualcuno. Di avere per qualche minuto una presenza accanto, soprattutto in un periodo particolarmente difficile della sua vita. È così che Pellegrino, 86 anni, residente a Benevento, ha deciso di telefonare alla Polizia municipale.Da qualche mese l’anziano vive da solo dopo aver perso la moglie. Una nuova quotidianità fatta inevitabilmente di silenzi e di solitudine, nella quale anche una telefonata può diventare un piccolo momento di conforto. E dall’altra parte del telefono, invece di liquidare la chiamata come una richiesta non pertinente, gli agenti della Polizia municipale hanno scelto di fermarsi ad ascoltare.Pellegrino non cercava una pattuglia sotto casa, non segnalava un’emergenza e non chiedeva un intervento. Voleva soltanto scambiare qualche parola. Raccontare, probabilmente, qualcosa della propria giornata e trovare qualcuno disposto a dedicargli un po’ di tempo.I vigili lo hanno ascoltato e hanno parlato con lui. Un gesto apparentemente semplice, ma che ha assunto un significato particolare proprio per la condizione dell’uomo, rimasto solo dopo la morte della moglie. Un episodio che ha colpito anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha voluto sottolineare pubblicamente il comportamento degli agenti.«I miei agenti della Municipale hanno agito come i figli di Noè che, nella Bibbia, coprirono teneramente il padre anziano e sono stati eternati da Michelangelo e Bernini», ha commentato il primo cittadino, richiamando l’immagine della cura e del rispetto nei confronti degli anziani.Per Mastella, quello degli agenti non è stato soltanto un atto di cortesia, ma un esempio concreto di attenzione verso una persona che attraversa un momento di fragilità. «Hanno seguito la lezione di papa Francesco che spiegò come la tenerezza verso gli anziani conduce a Dio», ha aggiunto il sindaco.E proprio per questo il primo cittadino ha annunciato di voler incontrare personalmente gli agenti per complimentarsi con loro. «Farò loro i complimenti domani al Comune, perché hanno vigilato stavolta non sul Codice della Strada, ma sull’umanità: che è più importante», ha detto Mastella.Una frase che riassume il significato dell'episodio: il lavoro della Polizia municipale non si esaurisce infatti nei controlli, nelle sanzioni o nella gestione della viabilità. In alcune circostanze, soprattutto quando emerge una situazione di solitudine, può assumere anche una dimensione profondamente umana e sociale.La telefonata di Pellegrino racconta proprio questo. Un uomo anziano che, dopo la perdita della compagna di una vita, ha sentito il bisogno di cercare una voce amica e l'ha trovata in un luogo al quale normalmente ci si rivolge per questioni molto diverse: il comando della Polizia municipale.Gli agenti hanno scelto di non limitarsi alla natura formale della chiamata. Hanno ascoltato l'86enne e gli hanno dedicato del tempo, trasformando una semplice telefonata in un momento di vicinanza.Il sindaco ha anche annunciato che andrà personalmente a trovare Pellegrino. «Andrò anche io da Pellegrino. Lui ha qualche anno più di me, ma condividiamo l'esprit dei più saggi», ha affermato Mastella, sottolineando il valore della relazione tra generazioni e dell'attenzione nei confronti delle persone anziane.«È prezioso che questa forma di vicinanza e concuranza attiva prenda corpo nella nostra comunità cittadina», ha concluso il sindaco.La storia di Pellegrino, così, diventa anche un richiamo a un tema più ampio: quello della solitudine degli anziani, spesso invisibile e difficile da intercettare. Non sempre chi è solo chiede esplicitamente aiuto. A volte può bastare il bisogno di una conversazione, di qualcuno disposto ad ascoltare senza fretta.E in questo caso, a rispondere non sono stati soltanto dei vigili impegnati nel proprio servizio, ma persone che hanno scelto di riconoscere quel bisogno e di fermarsi ad ascoltare. Un gesto piccolo, ma capace di lasciare il segno.

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