Ritorno a scuola con 16mila alunni in meno
La riduzione progressiva del numero degli alunni sta modificando la struttura della rete scolastica
Per quasi 800mila ragazze e ragazzi della Campania il ritorno tra i banchi è fissato per il 15 settembre. L'avvio del nuovo anno scolastico, però, arriva in una regione che deve fare i conti con problemi strutturali sempre più evidenti. A pesare è innanzitutto il progressivo calo della popolazione studentesca, ma non mancano altre questioni che riguardano gli organici, il sostegno agli alunni con disabilità, i costi che gravano sulle famiglie e le possibili emergenze sanitarie legate alla stagione estiva.Il dato che emerge con maggiore evidenza è quello relativo alla diminuzione degli iscritti. Rispetto all'anno scolastico precedente, infatti, la Campania perde circa 16mila studenti. Un calo che non rappresenta soltanto una statistica demografica, ma produce conseguenze concrete sull'organizzazione degli istituti e sulla distribuzione delle risorse.La riduzione progressiva del numero degli alunni sta infatti modificando la struttura della rete scolastica regionale e si intreccia con gli interventi di dimensionamento previsti nell'ambito delle misure collegate al Pnrr. Il piano di riorganizzazione era stato approvato dalla Giunta regionale lo scorso gennaio, anche con l'obiettivo di evitare l'arrivo di un commissariamento.Il quadro degli insegnanti presenta a sua volta elementi di criticità. In Campania risultano complessivamente 78.750 docenti di ruolo, ai quali si sono aggiunte 2.721 nuove immissioni. Nonostante questi numeri, il sistema continua a fare largo affidamento sul personale precario: sono infatti oltre 17mila i supplenti chiamati con contratti a tempo determinato.Uno degli aspetti più delicati riguarda l'inclusione scolastica. In tutta la regione sono stati censiti 40.951 studenti con disabilità, più di 24mila dei quali concentrati nella provincia di Napoli. A fronte di questa platea, i posti complessivamente destinati al sostegno sono 21.223.Una parte consistente di questi posti, però, viene assegnata in deroga. Si tratta di 11.972 cattedre affidate attraverso incarichi precari, una condizione che evidenzia quanto il tema della continuità didattica e dell'assistenza agli studenti più fragili rimanga ancora particolarmente complesso.La vigilia del nuovo anno scolastico è inoltre accompagnata da preoccupazioni di carattere sanitario e climatico. Tra gli elementi di attenzione c'è la circolazione del virus West Nile, insieme alle temperature ancora elevate che hanno caratterizzato questa fase dell'anno.Proprio sulla gestione delle alte temperature negli edifici scolastici è stata presentata una mozione dal gruppo regionale Casa Riformista-Noi di Centro. La proposta punta a valutare, nelle aree considerate maggiormente esposte, la possibilità di ricorrere alla didattica a distanza per gli istituti che non dispongono di sistemi di climatizzazione adeguati.Una richiesta che nasce dalla necessità di garantire condizioni sostenibili per studenti e personale nel caso di nuove ondate di calore particolarmente intense.Sul fronte delle misure di sostegno alle famiglie, la Regione ha invece confermato alcune iniziative destinate a ridurre il peso economico legato alla frequenza scolastica. È stato mantenuto il trasporto pubblico gratuito per gli studenti under 26 appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 35mila euro.Per l'acquisto dei libri scolastici sono stati messi a disposizione 27,2 milioni di euro destinati ai contributi per le famiglie. Una voce di spesa che, con l'inizio delle lezioni, torna a pesare sensibilmente sui bilanci domestici.A questo si aggiunge il programma Scuola Viva, finanziato con 50 milioni di euro fino al 2028. L'obiettivo è sostenere interventi e attività rivolti al mondo della scuola e contribuire a contrastare le difficoltà sociali ed educative che interessano numerosi territori della regione.Il tema della dispersione scolastica rimane infatti uno dei principali nodi da affrontare. Gli ultimi dati Invalsi indicano per la Campania un tasso di abbandono scolastico esplicito del 9,7%. Ancora più elevato è il dato relativo alla cosiddetta dispersione implicita, che raggiunge il 12,6%.Numeri che raccontano una difficoltà che va oltre la semplice permanenza fisica degli studenti tra i banchi: una parte dei ragazzi conclude il proprio percorso senza aver acquisito competenze adeguate rispetto al livello di istruzione frequentato.Il nuovo anno scolastico si apre dunque con una serie di questioni che si intrecciano tra loro. Da una parte c'è una popolazione studentesca in costante diminuzione, conseguenza dell'inverno demografico che sta modificando profondamente il sistema educativo. Dall'altra persistono il ricorso al precariato, le difficoltà nell'assegnazione dei posti di sostegno e il fenomeno della dispersione.A queste problematiche strutturali si aggiungono le nuove incognite legate al clima e alla salute pubblica, mentre per le famiglie resta centrale anche la necessità di contenere le spese necessarie per affrontare il ritorno in classe.Il 15 settembre, quindi, la Campania tornerà ufficialmente a riempire le aule, ma dietro la ripartenza si nasconde una scuola chiamata ancora una volta a confrontarsi con numeri, risorse e criticità che richiedono interventi di lungo periodo.