Portano fuori casa il marito e derubano la moglie

Il raggiro sarebbe stato costruito attraverso una serie di telefonate e false identità

A cura di Redazione
12 settembre 2026 12:30
Portano fuori casa il marito e derubano la moglie -
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Prima l’inganno costruito al telefono, poi l’allontanamento del marito e infine l’ingresso in scena del falso incaricato della giustizia. È così che, secondo la ricostruzione della Polizia, sarebbe stato organizzato un raggiro ai danni di una coppia residente a Roma. Il piano è stato però interrotto dagli agenti del distretto Esposizione, che hanno arrestato due giovani originari della provincia di Napoli, gravemente indiziati di aver messo a segno la truffa in concorso tra loro.A far insospettire gli investigatori è stata un’automobile presa a noleggio, individuata nei pressi di largo Bacigalupo. All’interno della vettura si trovava un giovane che sembrava attendere l’arrivo di qualcuno. Poco dopo, da un condominio della zona è comparso un secondo uomo.Il giovane ha raggiunto rapidamente l’auto e si è sistemato sui sedili posteriori. Il comportamento dei due e la tempistica dei loro movimenti hanno spinto i poliziotti a seguirli, cercando di comprendere quale fosse il motivo dell’appuntamento.Durante il tragitto è emerso un ulteriore particolare che ha aumentato i sospetti degli agenti. Il passeggero, approfittando della posizione nella parte posteriore dell’abitacolo, ha iniziato a cambiarsi d’abito. A quel punto la Polizia ha deciso di intervenire e ha intimato l’alt alla vettura.Il controllo ha permesso di trovare qualcosa che, secondo gli investigatori, sarebbe stato appena sottratto. Nascosto negli slip di uno dei due uomini c’era infatti un involucro contenente numerosi oggetti preziosi: monili in oro e argento, collane di perle, orecchini e altri gioielli.La presenza del bottino ha portato gli agenti ad approfondire immediatamente la provenienza dei preziosi. I poliziotti sono quindi riusciti a rintracciare la coppia all’interno del condominio e hanno ricostruito quanto sarebbe avvenuto poco prima.Il raggiro sarebbe stato costruito attraverso una serie di telefonate e false identità. Uno dei due giovani avrebbe iniziato la messinscena presentandosi al marito come un appartenente all’Arma dei carabinieri.Con una storia inventata, l’uomo sarebbe riuscito a convincere la vittima che la sua automobile era stata coinvolta in un problema legato alla clonazione della targa. Il falso carabiniere avrebbe quindi mantenuto il contatto telefonico con il marito e lo avrebbe indirizzato verso la zona del Palazzo dell’Anagrafe.L’obiettivo, secondo la ricostruzione degli investigatori, era soprattutto quello di far uscire l’uomo dall’abitazione e tenerlo lontano abbastanza a lungo da consentire al complice di entrare in azione.Una volta rimasta sola in casa, infatti, la moglie avrebbe ricevuto una seconda telefonata. Questa volta il racconto sarebbe stato ancora più allarmante: il marito sarebbe stato indicato come coinvolto in una presunta rapina ai danni di una gioielleria.La donna, spaventata dalla situazione prospettata al telefono, sarebbe stata convinta che i gioielli custoditi nell’abitazione dovessero essere messi a disposizione per essere confrontati con la refurtiva della presunta rapina.È a questo punto che sarebbe comparso il terzo personaggio della messinscena: un uomo presentatosi come assistente di un giudice. Il sedicente incaricato si sarebbe recato direttamente presso l’abitazione della coppia per ritirare il cofanetto contenente i preziosi.La donna avrebbe quindi consegnato i gioielli convinta di collaborare con le autorità e di contribuire a chiarire la posizione del marito. In realtà, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe trattato del momento conclusivo del raggiro.La fuga con i preziosi è stata però rapidamente interrotta dall’intervento della Polizia. L’auto utilizzata dai sospetti era già stata individuata dagli agenti e il comportamento dei due uomini aveva permesso agli investigatori di seguirne gli spostamenti fino al controllo.Il rinvenimento dei gioielli nascosti negli indumenti di uno dei due ha quindi fornito un elemento centrale per ricostruire la vicenda e collegare i sospetti alla truffa denunciata dalla coppia.I due giovani sono stati arrestati e sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di truffa aggravata. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nella messa a punto del raggiro.

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