Muore investito in bici, gli hanno rubato il borsello
Quando i soccorritori del 118 sono arrivati, per il ciclista non c'era più nulla da fare
Un incidente mortale e, poco dopo, un secondo schianto sul lato opposto della stessa strada. È il bilancio drammatico di quanto accaduto mercoledì sera in via Amerigo Vespucci, a Napoli, dove ha perso la vita Umberto Sarnacchiaro, pensionato napoletano di 64 anni che stava percorrendo la strada in sella alla sua bicicletta a pedalata assistita.L'uomo è caduto sull'asfalto dopo essere entrato in collisione con uno scooter. Un impatto violentissimo, che gli ha provocato un trauma alla testa. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati, per il ciclista non c'era più nulla da fare: il medico intervenuto sul posto ha potuto soltanto constatarne il decesso.La tragedia si è consumata intorno alle 19.30, nel tratto di via Vespucci che costeggia l'area portuale della città, all'altezza dell'intersezione con l'ospedale Loreto Nuovo. Sarnacchiaro stava procedendo da San Giovanni verso piazza Municipio quando, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe accinto a effettuare una svolta a destra.Proprio in quel momento sarebbe entrato in contatto con uno scooter sul quale viaggiavano due giovani napoletani, di 23 e 24 anni. Il motociclo, dopo l'urto, ha strisciato per diversi metri sulla carreggiata fino a terminare la propria corsa contro un veicolo che si trovava parcheggiato sul margine destro della strada.La dinamica è ancora al vaglioSono gli agenti della sezione Infortunistica stradale della Polizia Locale, diretta da Vincenzo Cirillo sotto il coordinamento del comandante generale Ciro Esposito, a occuparsi degli accertamenti sull'incidente costato la vita al 64enne.I primi rilievi effettuati sul posto sembrerebbero orientare gli investigatori verso una possibile ricostruzione: il ciclista potrebbe aver iniziato la manovra per svoltare proprio mentre lo scooter lo stava superando. Si tratta, tuttavia, di un'ipotesi investigativa che dovrà essere verificata attraverso tutti gli elementi raccolti dagli agenti.Scooter e bicicletta sono stati posti sotto sequestro, così come l'auto coinvolta nell'altro incidente avvenuto a poca distanza. La patente del conducente dello scooter è stata ritirata. Il giovane, secondo gli accertamenti effettuati nell'immediatezza, indossava il casco e il mezzo risultava conforme. Sono stati inoltre disposti gli esami tossicologici e, per il motociclista, si prospetta l'ipotesi di una contestazione per omicidio stradale.La seconda carambolaMentre gli agenti erano impegnati a gestire le conseguenze dello schianto tra lo scooter e la bicicletta, la stessa strada è stata teatro di un secondo incidente.Sul lato opposto della carreggiata, nella direzione da Napoli verso San Giovanni, un'automobile con quattro ragazze a bordo ha perso il controllo. Il veicolo è finito contro una delle palme che delimitano la strada, arrivando a ruotare su sé stesso.L'urto ha provocato anche la caduta della palma. Per fortuna, in questo secondo episodio, le conseguenze per le quattro giovani, tutte di età compresa tra i 20 e i 21 anni, sono state decisamente meno gravi: hanno riportato soltanto lievi contusioni, con prognosi non superiori ai quindici giorni.Sul posto è intervenuta la Polizia Locale dell'Unità Operativa di Scampia. Anche la conducente dell'auto è stata sottoposta agli accertamenti tossicologici. I vigili del fuoco sono stati invece chiamati per occuparsi della rimozione della palma e della successiva messa in sicurezza dell'area.Il mistero del borselloTra gli aspetti sui quali si stanno concentrando gli accertamenti c'è anche un particolare emerso dopo la morte di Sarnacchiaro. Al momento dell'incidente, infatti, il 64enne aveva con sé il suo borsello, che era solito portare sempre.All'interno, secondo quanto ricostruito, c'erano effetti personali e documenti. Eppure, dopo l'incidente, del borsello non è stata trovata traccia.Gli agenti dell'Infortunistica hanno effettuato diversi sopralluoghi, controllando anche porzioni della carreggiata nella speranza di individuare l'oggetto. Le ricerche, però, non hanno dato risultato.Non viene quindi esclusa, al momento, la possibilità che il borsello possa essere stato sottratto dopo l'incidente. Subito dopo lo schianto, infatti, sul luogo della tragedia si sarebbe radunata una folla molto numerosa, arrivata a contare circa un centinaio di persone. Proprio nel caos creatosi attorno al ciclista e ai mezzi coinvolti, qualcuno potrebbe aver approfittato della confusione per impossessarsi del borsello.Gli investigatori dovranno quindi chiarire non soltanto la dinamica dell'impatto che ha provocato la morte di Sarnacchiaro, ma anche che fine abbiano fatto i suoi effetti personali.Quattordici morti sulle strade di NapoliLa morte di Umberto Sarnacchiaro si inserisce inoltre in un quadro più ampio che continua a destare preoccupazione per la sicurezza stradale nel capoluogo campano.Dall'inizio del 2026, gli incidenti mortali avvenuti all'interno del perimetro urbano di Napoli sarebbero già 14. Un dato che assume un peso ancora maggiore considerando le storie personali che si trovano dietro ogni vittima e le conseguenze che queste tragedie lasciano sulle famiglie.Escludendo due episodi nei quali il decesso dei conducenti sarebbe stato provocato da malori, le vittime della strada sarebbero 12. Di queste, otto erano pedoni, nella maggior parte dei casi investiti mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali.Numeri che riportano ancora una volta l'attenzione sulla sicurezza di chi si muove ogni giorno sulle strade della città, dagli automobilisti ai motociclisti, fino ai ciclisti e ai pedoni.