Finti poliziotti portano via 100mila euro ad un'anziana
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'indagato non avrebbe agito da solo
Si sarebbero presentati come appartenenti alla Questura di Caserta, riuscendo così a conquistare la fiducia di un'anziana e a convincerla a consegnare gioielli e altri oggetti preziosi. Un raggiro dal valore complessivo di quasi 100mila euro, messo a segno lo scorso 21 marzo a Marcianise, nel Casertano, per il quale la Polizia di Stato ha arrestato uno dei presunti responsabili.L'uomo è stato individuato dagli investigatori del Commissariato di Marcianise al termine di un'attività investigativa partita dalla denuncia presentata dalla vittima. Nei suoi confronti è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura.La truffa ai danni dell'anzianaSecondo la ricostruzione degli investigatori, l'indagato non avrebbe agito da solo. Nel gruppo ci sarebbero stati anche altri complici, tra cui una persona minorenne.La banda avrebbe utilizzato uno schema basato sulla falsa identità di appartenenti alle forze dell'ordine. I truffatori si sarebbero qualificati come agenti della Questura di Caserta, sfruttando l'autorevolezza del ruolo dichiarato per indurre la donna a fidarsi di loro.Una volta conquistata la fiducia dell'anziana, sarebbero riusciti a farsi consegnare diversi gioielli e altri beni di valore. Il bottino complessivo, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, ammonterebbe a quasi 100mila euro.Le immagini delle telecamere decisive per le indaginiDopo la denuncia della vittima sono scattati gli accertamenti del Commissariato di Marcianise. Gli investigatori hanno raccolto le informazioni fornite dall'anziana e hanno successivamente analizzato le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio cittadino.Proprio il lavoro sulle immagini avrebbe consentito agli agenti di ricostruire alcuni passaggi della vicenda e di individuare uno dei presunti partecipanti alla truffa.Gli elementi raccolti sono stati quindi trasmessi all'autorità giudiziaria, che ha valutato la posizione dell'indagato disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.Le indagini proseguonoL'attività investigativa non si esaurisce con l'arresto eseguito ad Acerra. Secondo quanto emerso, infatti, il 21 marzo l'uomo avrebbe agito insieme ad altre persone e gli investigatori stanno lavorando per chiarire il ruolo dei presunti complici e ricostruire integralmente la dinamica del raggiro.Particolare attenzione è rivolta anche alla posizione del minore che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe fatto parte del gruppo.L'inchiesta dovrà ora verificare ogni responsabilità individuale e consentire di ricostruire tutti i passaggi della truffa che ha portato alla sottrazione di beni preziosi per un valore stimato in quasi 100mila euro. Per l'indagato, come previsto dalla legge, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.